CGIE: RIUNIONE CON I COMITES DI FRANCIA, BELGIO E PAESI BASSI

CGIE: RIUNIONE CON I COMITES DI FRANCIA, BELGIO E PAESI BASSI

ROMA\ aise\ - Su iniziativa del Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) si è tenuta in questi giorni una riunione in videoconferenza fra i Presidenti dei Comites del Belgio, Francia e Paesi Bassi, e i rispettivi Consiglieri del CGIE. Argomento centrale è stata la straordinarietà delle misure sanitarie per il contrasto al coronavirus assunte in quasi tutti i paesi confrontati con l’epidemia, che “va affrontata con strumenti e comportamenti adeguati”.
I consiglieri del CGIE si sono detti impegnati, ovunque, in un’opera straordinaria di solidarietà facendo l’impossibile per aiutare i connazionali in stato di bisogno. La riunione ha costituito un’importante occasione di confronto, utile per conoscere e condividere le varie esperienze ed esigenze, che si profilano sui territori di questi tre Paesi in questo periodo di emergenza sanitaria.
La discussione si è concentrata in particolar modo sull’analisi della situazione sanitaria nei diversi Paesi, sulla situazione sociale ed economica che si sta profilando e sull’utilizzo dei fondi straordinari per l’assistenza ai connazionali all’estero previsti dal Decreto “Cura Italia”.
E a dopo la videoconferenza è emerso che Comites e Cgie sono e devono restare in prima linea per aiutare i connazionali all’estero in questo periodo. In un’ottica di solidarietà europea, infatti, gli italiani all’estero in difficoltà andranno, secondo Comites e Cgie, indirizzati verso la massima esigibilità dei propri diritti nei rispettivi Paesi di accoglienza. I Comites e i Consiglieri del CGIE sono già in prima linea assieme a Patronati ed associazioni locali in un lavoro di continua informazione.
Numerose le iniziative caritevoli e di solidarietà mirate messe in campo con rapidità su iniziativa delle organizzazioni italiane. “Nel bisogno la richiesta di aiuto non ha né colore, né identità a nessuna latitudine, quindi, è auspicabile che la distribuzione delle risorse straordinarie per l’assistenza avvenga in parti uguali e con la massima trasparenza preservando i criteri e le modalità di intervento”, hanno spiegato durante la riunione.
Occorrerà, secondo i partecipanti alla riunione, definire regole nuove, poiché è complesso definire gli interventi da gestire. Queste regole dovranno differire in tutto dagli interventi di assistenza ordinaria. È importante tener presente, però, che un’ampia fascia di popolazione emigrata più recentemente ed estremamente precaria per differenti motivi, non potrà percepire ammortizzatori o aiuti sociali nei Paesi di accoglienza.
Gli aiuti previsti nel decreto Cura Italia
Altro tema al centro della conversazione sono stati gli aiuti previsti dal decreto Cura Italia. Per tutti gli italiani all’estero in difficoltà, saranno fondamentali gli aiuti assistenziali supplementari previsti dal Decreto “Cura Italia”, che saranno erogati attraverso gli uffici consolari. I titolari delle missioni diplomatiche sanno che l’emergenza sanitaria e civile comporta impegni straordinari e fuori dalla norma, perché nel giro di poche settimane molte famiglie sono sprofondate nella povertà ed in alcuni paesi rischiano di essere rimpatriate. Le loro ansie e attese non possono attendere i tempi della burocrazia italiana.
A margine del confronto sull’attualità, gli interventi hanno trattato l’auspicata riforma dei sistemi di rappresentanza – già proposta dal Cgie – e le modalità di funzionamento dei Com.It.Es. e degli Enti gestori promotori della lingua e della cultura italiana in questo particolare frangente.
Il lockdown italiano ha provocato dei ritardi nel trattamento delle richieste dei contributi: questi organismi attendono gli accrediti finanziari per poter corrispondere agli impegni arretrati e saldare gli oneri verso terzi. (aise) 

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