GLI ITALIANI E L’EMIGRAZIONE NEL DNA

GLI ITALIANI E L’EMIGRAZIONE NEL DNA

ROMA - focus/ aise - “Da decenni, ormai, gli italiani sono la comunità straniera più importante in Svizzera. Alla prima ondata di emigrati, arrivati nella Confederazione nella seconda metà del XIX secolo, in particolare per lavorare nei cantieri ferroviari, ha fatto seguito il grande esodo iniziato negli anni '50 e protrattosi fino alla crisi economica degli anni '70 e oltre. Pilastro indispensabile e a buon mercato per l'economia svizzera, gli immigrati italiani hanno sofferto di isolamento e di xenofobia. Le cosiddette iniziative Schwarzenbach degli anni '70 – che si prefiggevano di limitare l'immigrazione – prendevano di mira soprattutto gli immigrati italiani”. A ricordarlo è swissinfo.ch, quotidiano multilingue edito a Berna che ha pubblicato sul proprio portale un documentario prodotto da “Temps Présent” della RTS, la Radiotelevisione svizzera di lingua francese. “Temps Présent”, in occasione dei suoi 50 anni, “è andata a cercare nei suoi archivi e ha rintracciato degli emigrati italiani che avevano testimoniato in reportage realizzati negli anni '70. Cosa sono divenuti? E le loro famiglie? In un andirivieni tra passato e presente, questo documentario rintraccia l'epopea degli italiani giunti in Svizzera nell'ultimo mezzo secolo”, si legge ancora su swissinfo che pubblica il video – di 55 minuti - –in versione originale sottotitolata in italiano.
Ci spostiamo in Germania, dove, la città di Dübendorf ha preparato diverse signore a svolgere la funzione di “costruttrici di ponti”.
Si tratta di persone che forniscono informazioni alle famiglie di lingua straniera relative ai servizi offerti nell’ambito del sostegno alla prima infanzia, all’integrazione, ai corsi di tedesco con servizio di babysitting e alle possibilità di formazione dei genitori. Le mediatrici sono signore ben integrate nel tessuto sociale della città e conoscono molto bene la vasta gamma di corsi e progetti che la città offre per le famiglie, per i bambini e per i giovani. Una di queste “costruttrici di ponti” è la copresidente della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera, Margherita Nuzzo. Infine, Eugenio Marino si è recato in Calabria per una nuova tappa di presentazione del suo libro, “Andarsene sognando. L’emigrazione nella canzone italiana”.
Questa volta l’autore crotonese, che da anni vive a Roma dove si è occupato a lungo di politica proprio attraverso i temi migratori, ha fatto tappa a Siderno. Uscito a dicembre 2014, il libro di Eugenio Marino “Andarsene sognando. L’emigrazione nella canzone italiana”, è una ricostruzione storica dell’Italia degli ultimi 150 anni attraverso la musica italiana che parla di emigrazione. Il libro, che dopo soli tre mesi è andato in ristampa e che dialoga con un suo sito internet - www.andarsenesognando.it - attraverso numerosi QRCode, è stato presentato ufficialmente il 7 dicembre 2014 a Roma, nell’ambito della Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”. È stato poi tradotto in Brasile ed è in traduzione in diversi altri paesi nel mondo. Sono intervenuti al lancio italiano del libro, oltre all’autore, l’ex Ministro della Solidarietà sociale e della salute, Livia Turco, l’ex Ministro degli Esteri e Ambasciatore negli USA, Giulio Terzi di Sant’Agata e la giornalista di La Repubblica Alessandra Longo. Numerose altre presentazioni, alla presenza dell’autore, di politici, artisti e studiosi di successo, si sono tenute in tutta Italia e nelle principali città europee e americane: Parigi, Bruxelles, Londra, Stoccarda, Basilea, Zurigo, New York, Filadelfia, Boston, Los Angeles, Toronto, Ottawa, Montreal, San Paolo, Vitoria, Rio de Janeiro, Brasilia, Buenos Aires, Montevideo e diverse altre. Eugenio Marino ricostruisce in questo libro la storia dell’emigrazione attraverso la canzone: il genere che probabilmente più della letteratura, della storiografia e della politica ha trattato il grande esodo italiano. E ci consegna un’opera utile, completa e trasversale a tutti i generi musicali, per riflettere e avvicinarsi con serietà e rigore alle nostre comunità nel mondo e a un tratto portante della nostra identità nazionale, qual è l’emigrazione. Dal canto popolare dei movimenti migratori interni di tipo stagionale “Me vo’ partì de qui, vo’ gi’n Maremma”, alle canzoni dei giovani “cervelli in fuga” nate e diffuse su YouTube, passando per le canzoni di lotta, leggere, gastronomiche e del cantautorato italiano: un excursus nella storia della canzone italiana e dell’emigrazione che ricostruisce e rintraccia gli snodi fondamentali e le svolte, richiamando alla mente i principali protagonisti storici e musicali. Ritroviamo l’ironia di Carosone, l’impegno politico di De Gregori, la rivoluzione della “scuola genovese”, la “profondità” dei De André e Guccini, fino a Caparezza, passando per Rino Gaetano, Dalla, Fossati e tanti altri. Nella sua puntuale ricerca, Marino concentra l’attenzione sui testi, valutandone contenuti, contesti, poeticità e stili e sottolineandone le trasformazioni sociali, musicali e linguistiche, gli influssi e le tradizioni, evidenziando prepotentemente ciò che lega il mondo della canzone a quello dell’emigrazione e, nell’ultima parte, dell’immigrazione. (focus\ aise) 

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