Legge elettorale e voto all’estero: prosegue il dibattito alla Camera

ROMA\ aise\ - La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha ripreso ieri l’esame della riforma della legge elettorale proposta dalla maggioranza nel testo modificato a prima firma Bignami. Testo che, all’articolo 4, investe il voto all’estero prevedendo modifiche – da attuare entro 3 mesi dall’entrata in vigore della nuova legge – per garantirne “la libertà, la sicurezza e la segretezza”.
Queste nuove modifiche riguarderanno, cita l’articolo 4, “l’introduzione di misure per garantire che il processo di stampa delle schede e dei certificati elettorali si svolga in modo da evitare la stampa di schede e certificati non autorizzati; la disciplina della spedizione dei plichi dai Consolati al domicilio degli elettori, con introduzione di misure per contrastare i fenomeni di furto o smarrimento del materiale elettorale; la disciplina delle modalità del voto per corrispondenza con l'introduzione di modalità volte a consentire la verifica dell'identità di chi compila le schede elettorali e a contrastare ogni forma di condizionamento o coercizione nell'esercizio del voto e la possibilità che gli elettori esprimano un voto multiplo” e, infine, “l’introduzione di misure per rendere più efficace ed agevole la verifica della validità del voto espresso per corrispondenza in occasione delle operazioni di scrutinio delle schede elettorali pervenute dall'estero”.
Nella seduta di ieri, dedicata alla illustrazione degli emendamenti, è intervenuto Toni Ricciardi, deputato Pd eletto all’estero, che si è soffermato su quelli del suo Gruppo presentati insieme ai colleghi Di Sanzo, Porta e Carè.
Nel primo (4.12) si sottolinea “la necessità di un'anticipazione del sorteggio dell'ordine dei contrassegni elettorali, per garantire tempi congrui di invio delle schede elettorali, laddove si intenda mantenere in Italia la stampa delle stesse”.
Il secondo (4.50) è “volto a incrementare il numero di voti validi all'estero, dal momento che, ad oggi, circa il 30% delle schede dei voti degli italiani all'estero vengono annullate, anche a causa dell'erroneo inserimento del tagliando nella busta contenente la scheda elettorale”. Questo emendamento prevede che “il tagliando del certificato elettorale sia predisposto in una modalità fronte-retro di dimensioni corrispondenti al plico elettorale in modo da contrastare attività di contraffazione o l'erroneo inserimento del tagliando nella busta contenente la scheda elettorale”.
Di “assoluto buon senso”, ha aggiunto Ricciardi, sarebbe introdurre l'articolo aggiuntivo da lui proposto (4.01), volto a “correggere l'anomalia per cui è concesso ai cittadini residenti in Italia di candidarsi all'estero, ma non a quelli residenti all'estero di candidarsi nelle circoscrizioni del territorio nazionale”.
Con un altro emendamento (4.39) si vuole escludere la cosiddetta “opzione inversa” (per ricevere il plico elettorale i connazionali dovrebbero iscriversi in un elenco degli elettori, così come già previsto per le elezioni dei Comites – ndr) perché, secondo Ricciardi, il Governo ha tutte le intenzioni di inserire questa modalità: “invito la maggioranza ad assumersi apertamente la responsabilità politica della malcelata introduzione di tale istituto con l'emendamento Tirelli 4.3, volto alla sostituzione dell'articolo 4 del provvedimento”, ha affermato ieri il deputato.
L’emendamento Tirelli – deputato del Maie eletto in Sud America – tra le altre cose quantifica le risorse da destinare al voto all’estero in 27 milioni per il 2027 e in 24 milioni dal 2028: “i costi del recente referendum costituzionale sono stati ben maggiori”, ha osservato Ricciardi: “deduco che l'entità ridotta dello stanziamento di risorse indicato dalla proposta emendativa si basi sul presupposto della scelta, da parte della maggioranza, di introdurre la suddetta “opzione inversa””.
Ricciardi ha anche contestato la previsione, contenuta nello stesso emendamento, “dell'obbligo di inserimento nella busta affrancata di una copia di un documento d'identità”.
L’emendamento Tirelli – interamente sostitutivo dell’articolo 4 – prevede, tra l’altro, anche l’esenzione dalle sottoscrizioni per la presentazione delle liste per i partiti o gruppi politici già in Parlamento (oggetto anche di un altro emendamento, sempre a sua firma); la stampa delle schede in Italia; la pubblicazione del numero dei plichi inviati da ogni Consolato.
In un altro emendamento, Tirelli propone l’inserimento dell’articolo 4 bis in cui prevede che “in occasione di ciascuna consultazione le rappresentanze diplomatiche e consolari comunicano i dati provvisori concernenti la partecipazione dei votanti almeno due volte durante lo svolgimento delle operazioni di voto e i dati definitivi dopo la chiusura delle votazioni”.
Sia gli emendamenti a prima firma Ricciardi che quelli di Tirelli sono stati accantonati. L’esame prosegue nelle sedute di oggi e domani. (aise)