UNGARO (IV): “ALLE IMPRESE SERVE UN ACCESSO RAPIDO E SEMPLICE ALLA LIQUIDITÀ”

UNGARO (IV): “ALLE IMPRESE SERVE UN ACCESSO RAPIDO E SEMPLICE ALLA LIQUIDITÀ”

ROMA\ aise\ - Un accesso rapido e semplice alla liquidità e la cancellazione, e non solo il rinvio, di alcune tasse. Questo quanto chiede al governo, attraverso alcuni emendamenti, Italia Viva. Questo argomento è stato trattato anche dal deputato eletto in Europa, Massimo Ungaro, che si è detto, assieme al suo partito, “molto soddisfatto che il Governo stia contemplando un rinvio dei versamenti fiscali come da noi proposto”.
Secondo Ungaro, la prima tassa da cancellare sarebbe l’IRAP, “l’unica imposta che le imprese italiane pagano sul fatturato e non sull’utile”, ma anche “i canoni di occupazione degli spazi pubblici (TOSAP, COSAP) per tutto il periodo dell’emergenza - compensando i comuni per il mancato gettito - e cancellando l’IMU e la TARI per i mesi di marzo e aprile”. Inoltre, secondo il deputato renziano “occorre estendere fino a dicembre la moratoria sui mutui e sui prestiti e consentire una maggiore rateazione per i versamenti fiscali. Sarà un anno estremamente difficile per tantissime imprese, per questo proponiamo una nuova rottamazione delle cartelle fiscali e previdenziali”.
Riguardo il credito, invece, Italia Viva, come esposto sempre da Ungaro, chiede al Governo di “attivarsi a livello europeo per modificare la disciplina sugli aiuti di Stato, il Temporary Framework, ed estendere il termine dei prestiti da 6 a 10 anni e di rilasciare la garanzia del 100% sui prestiti fino a 800 mila euro, una soglia permessa anche dalle recenti norme approvate a livello UE”.
“Le imprese - conclude Ungaro - devono ottenere la liquidità rapidamente e senza burocrazia: deve essere consentito il ricorso all'autocertificazione per i prestiti di importo pari almeno a 100 mila euro. Per i prestiti fino a 25 mila euro le banche non devono tenere conto del merito creditizio. È veramente fondamentale che i nuovi prestiti garantiti arrivino alle imprese e all'economia: le banche non possono usare la nuova finanza per ripagare debiti o scoperti contratti prima della crisi da imprese, partite IVA, artigiani, PMI”. (aise) 

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