LA RICRESCITA DAL BASSO: IL SUDAFRICA OSPITERÀ IL 10° BRICS SUMMIT

LA RICRESCITA DAL BASSO: IL SUDAFRICA OSPITERÀ IL 10° BRICS SUMMIT

JOHANNESBURG\ aise\ - “Sessant’anni fa, lo spettro della Guerra Fredda paralizzava la politica internazionale in due blocchi contrapposti. Quello occidentale, guidato dagli Stati Uniti d’America, e quello orientale, sotto l’influenza dell’Unione Sovietica. Nel 1956, i quattro presidenti ‘non schierati’ Tito, Nehru, Sukarno e Nasser formarono un terzo blocco (NAM) per sottrarsi al gioco di forza americano-sovietico. Oggi, il Sudafrica potrebbe porsi al centro di un enorme cambiamento internazionale”. È quanto si legge su “La voce del Sud Africa”, testata dell’Aiisa diretta a Johannesburg da Francesca Cristaudi.
“Ci sono voluti crolli, rivoluzioni, unioni, guerre, crisi e ricrescite per trasformare la politica internazionale di fine novecento nell’intricato equilibrio di forze e alleanze politico-economiche con cui si apre il 2018.
A inizio dell’anno nuovo, e a pochi giorni dal termine del ‘think tank’ Word Economic Forum di Davos, le superpotenze occidentali USA e UE riscoprono un rapporto difficile con il resto del mondo. Crescono anche le rotture interne, con un Trump sempre più contestato e imminenti cambiamenti in Europa (tra cui le elezioni italiane) che ristruttureranno le dinamiche della politica continentale. Ed ecco ascendere i cosiddetti paesi emergenti. Eredi del NAM, poi chiamati ‘terzo mondo’ e quindi ‘paesi in via di sviluppo’, sono le nazioni emergenti di Asia, Africa e America latina, partner sempre più ambiti per un’occidente che fatica a superare la crisi. Nel caso dell’Africa, si moltiplicano le iniziative di collaborazione a cavallo del Mediterraneo con il Sud d’Europa.
Il Sudafrica è un leader della ricrescita nel continente nero. Penalizzato per decenni dalla lontananza geografica dalle più grandi potenze economiche, il Paese può oggi trovare una nuova centralità in un mercato globale in espansione e delocalizzato.
Al summit internazionale di Davos, il candidato numero uno alla guida del Paese Cyril Ramaphosa ha fatto incetta di proposte e progetti internazionali. A luglio, il Sandton Convention Centre di Johannesbrug ospiterà il decimo incontro annuale dei BRICS: Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, cinque paesi che da soli contano il 41% della popolazione mondiale e una porzione enorme di risorse. Tra le innovazioni più anticipate, c’è la proposta di creare una nuova agenzia di rating basata nel Sud del mondo, per competere con i crediti spesso reazionari e nord-centrici di Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch.
La proposta, di cui si discute dal 2016, potrebbe rappresentare un grosso spostamento del potere economico e finanziario in favore dei paesi emergenti e aiuterebbe il Sudafrica a uscire dal famigerato ‘junk status’. Restano però degli interrogativi sulla validità di una nuova agenzia di rating. Secondo Bloomberg, “Il più grande ostacolo per una compagnia di credito dei BRICS sarebbe convincere gli investitori statunitensi e europei che i punteggi sono assegnati senza pressioni governative”.
Tyron Green di PSG Asset Management ha poi affermato: “In molti casi in cui le agenzie di rating sono parzialmente rimosse dal mercato locale, diventano più attente e meno proattive nei cambiamenti del rating. Perciò, è probabile che un’agenzia di rating dei BRICS non risolverebbe il problema””. (aise) 

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