Inghilterra: Premio NHS per Eccellenza Clinica (Clinical Excellence Award) al Dottor Renato Caviglia

LONDRA\ aise\ - Dopo un periodo di 14 anni di studi professionali e un periodo di lavoro a Roma, presso una delle Università italiane più prestigiose, il Campus Biomedico, il Dottor Renato Caviglia, Specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva con un interesse scientifico per le Malattie autoimmunitarie dell'Apparato Digerente, arriva all'“Imperial College Hospital” come “Visiting Physician” nel 2015.
Dopo 5 anni viene confermato come “Senior Consultant” al “Barts Health NHS University Trust”, il “trust” più antico d' Europa che include i prestigiosi “Royal London Hospital” ed il “St Bartholomew” ed è associato alla “Queens Mary University”. È qui che gli è stato assegnato il premio NHS per Eccellenza Clinica per la sua dedizione al lavoro durante le 3 ondate della pandemia.
Un premio, puntualizza, ottenuto con duro lavoro e con molti straordinari spesso volontari (per coprire colleghi malati o in convalescenza) e senza richiesta di remunerazione sia da lui che dai membri del suo team, così come dai suoi colleghi dell'NHS in generale, perché, ricorda, il lavoro del medico è anche una "missione", non solo una professione. E questo è stato riconosciuto da tutta la popolazione britannica, con gli applausi della città e di fronte agli ospedali.
Ho avuto il piacere di incontrare il Dottor Caviglia e discutere sulla recente situazione sanitaria in Inghilterra, dove - mi spiega - si considera ancora “ospite”, perfino dopo cinque anni di lavoro e la conferma a tempo indeterminato nel lavoro che ama di più, ossia la supervisione ai giovani dottori nella loro formazione specialistica nella reale pratica ospedaliera.
“Io porto rispetto all'Inghilterra, alle sue regole e tradizioni, come si fa durante una visita a casa di amici”, mi confessa Renato che, allo stesso tempo, non manca di sottolineare come l'esperienza professionale fatta a Roma al Campus Biomedico sia stata fondamentale nella sua formazione come medico e uomo: “non dimenticherò mai gli insegnamenti dei miei maestri di allora, i professori Torsoli, Arullani e Cicala. Se oggi sono qui, lo devo soprattutto a loro”.
Inevitabile una breve analisi sulla situazione Covid-19 riguardo la quale il dottor Caviglia mi riferisce che si considera relativamente ottimista, anche se, puntualizza, il numero dei contagi al momento ha un valore parziale.
Quello che interessa è il numero ancora ridotto delle ospedalizzazioni, e, naturalmente, il numero di ricoveri in terapia intensiva e dei decessi. I vaccini stanno assolutamente facendo il loro lavoro in quanto i ricoverati sono nella maggior parte i non vaccinati o i pazienti con gravi problemi al sistema immunitario (persone immunocompromesse).
“Stiamo superando l'80% dei vaccinati e arrivando al più presto possibile al 90% prima della stagione invernale, la situazione potrebbe essere mantenuta sotto controllo”, mi spiega.
Caviglia è anche un consulente per la "Italian Doctors In London", clinica gestita da dottori italiani e situata nella zona centrale di Londra, vicino al British Museum. Mi dice che a causa dalla Brexit c'è stato un graduale aumento della difficoltà per i cittadini europei a usufruire dei vari sevizi dell'NHS. Questa difficoltà è aumentata dopo l'uscita dall'EU da parte della Gran Bretagna e con l'avvento della pandemia. L'alta affluenza negli ospedali dei pazienti affetti da Covid ha causato lo slittamento di vari appuntamenti specialistici e di operazioni per centinaia di migliaia di persone. I dottori della clinica italiana a Londra possono aiutare i membri della comunità italiana con le procedure dell'NHS (per coloro che hanno il cosiddetto National Insurance Number) o gestire nella loro clinica i problemi che i pazienti presentano con consulti medici polispecialistici e si avvalgono delle più moderne strumentazioni diagnostiche oggi disponibili in UK. In conclusione, ho chiesto a Renato come definirebbe la sua esperienza lavorativa in UK.
"Posso dire che l'Inghilterra è una nazione all'avanguardia e tecnologicamente avanzata; certo, ha le sue regole che sono abbastanza rigide, ma consente a chi è disposto a mettersi in gioco ed è dotato di buona volontà e spirito di sacrificio di raggiungere degli importanti obiettivi professionali, che in altre nazioni sarebbe difficile ottenere. E la mia esperienza ne è testimonianza diretta". (christian vinante giovannini\aise)