I “Colori profondi del Mediterraneo” in mostra a Rio de Janeiro

RIO DE JANEIRO\ aise\ - Nel 2007 un’intuizione italiana ha aperto la strada per la scoperta delle profondità del Mediterraneo: passione e dedizione sono andate a fondo, con 50 campagne oceanografiche e 900 punti d’immersione lungo le coste italiane, per esplorare gli habitat presenti tra 50 e 400 metri di profondità.
Un ROV (Remotely Operated Vehicle), piccolo robot filoguidato, prevalentemente usato per scopi commerciali, è stato equipaggiato dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) con finalità scientifiche, per acquisire filmati e foto degli ambienti profondi e raccogliere piccoli campioni degli organismi marini presenti.
Certo, i batiscafi erano arrivati più a fondo e più in superficie i subacquei s’immergono regolarmente, ma le idee non erano chiare su cosa questi ambienti potessero custodire. Si supponeva che scendendo più in profondità la ricchezza diminuisse, imbattendosi in ambienti poveri e bui… Quello che è emerso, al contrario, è un mondo sorprendente, fatto di ambienti peculiari che ospitano foreste di animali, veri hotspot di biodiversità. Spugne e coralli sono gli attori principali. Questi organismi strutturanti, che vivono ancorati al substrato, creano con le loro forme massive e arborescenti nuovi spazi, anfratti e nicchie. Fungono così da sostegno e attirano a sé una ricchissima fauna associata, fatta di pesci, molluschi, crostacei, echinodermi.
Ogni organismo trae giovamento dall’altro, in un continuo scambio di energie. Grazie alle loro forme sono in grado di modellare il paesaggio, che appare simile alle foreste terrestri per struttura, ricchezza e complessità. Esplosioni di colori e forme già fantasticate da antichi naturalisti e pescatori.
La tecnologia utilizzata ha permesso di osservare dal vivo, direttamente in situ questi ambienti, di immergersi all’interno di essi e studiarne da vicino la composizione, le interazioni, la diversità e le minacce. La grande mole di dati raccolti e gli interessanti risultati ottenuti hanno, in pochi anni, stravolto le conoscenze sulle comunità presenti nelle profondità mediterranee.
L’enorme archivio fotografico, raccolto in quasi 10 anni di ricerche, ha dato vita alla mostra fotografica “Colori profondi del Mediterraneo”, con l’intento di raccontare le risorse che il nostro mare custodisce e l’avvincente percorso che ha portato alla scoperta di ambienti inattesi, per la ricchezza dei loro paesaggi e la bellezza delle specie che li popolano.
La mostra è ora esposta, dal 23 ottobre scorso e sino al 18 febbraio 2024, presso il Museu Naval di Rio de Janeiro, in Rua Dom Manuel 15, Praça XV – Centro, con ingresso libero. Realizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro con l’appoggio istituzionale dell’Ambasciata d’Italia in Brasile e del Consolato Generale d’Italia a Rio de Janeiro, la mostra è a cura dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. (aise)