GRAZIE A ELIANA TAGLIENTE L’ANCRI È UN ESEMPIO ITALIANO NEL MONDO A DIFESA DELLE PARI OPPORTUNITÀ

Grazie a Eliana Tagliente l’Ancri è un esempio italiano nel mondo a difesa delle pari opportunità

BRUXELLES\ aise\ - “Sono fiero di appartenere ad un’associazione come l’ANCRI, che si occupa anche delle pari opportunità, e non solo di genere, ma anche della disabilità”. Lo aveva dichiarato a dicembre il Generale in congedo della Guardia di Finanza Alessandro Butticé, Delegato per il Belgio e l’Unione Europea dell’Associazione Nazionale Insigniti dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI), assicurando al Presidente Nazionale Ufficiale Tommaso Bove che avrebbe rappresentato presso l’Ue e gli altri organismi internazionali l’azione dell’associazione anche a tutela dei principi costituzionali di riduzione delle diseguaglianze derivanti da disabilità.
La Commissione europea si impegna infatti anche per migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità. “L’esempio migliore dello sforzo dell’ANCRI in tale settore”, ci ha ricordato oggi Butticé, “è quello della mia collega Delegata Nazionale alle pari opportunità, Eliana Tagliente che, insignita nel 2014 del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, è personalmente affetta da una patologia invalidante. Oggi per Eliana ricorre un anno di impegno ANCRI nella lotta contro ogni forma di discriminazione e di abuso della burocrazia nei confronti delle persone con disabilità. E questo è motivo di orgoglio per tutta la nostra associazione, non solo in Italia, ma anche nei 18 paesi del mondo dove i benemeriti della Repubblica sono rappresentati”.
Nel punto di situazione sul suo primo anno di intensa attività, Eliana Tagliente ha richiamato anche Il Codice Rosso, entrato in vigore il 9 agosto scorso, che ha introdotto nuove fattispecie di reato e perfezionato meccanismi di tutela delle vittime, attraverso il potenziamento di strumenti d’indagine e dell’azione giudiziaria.
“È un giorno di riflessioni su un anno difficile per tutti che ci ha impedito di incontrarci e ci ha distratto dagli obiettivi”, ha esordito la Delegata ANCRI. “Ripenso ad un episodio che mi sembra lontanissimo, ma che risale solo ad un anno fa, quando, in tempi non sospetti, con l’ANCRI abbiamo attirato l’attenzione della Commissione Pari opportunità della Rai e la Commissione di Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi, ottenendo la condivisone del Presidente della RAI – Marcello Foa - sulla necessità di evitare, nei programmi televisivi, linguaggi che in qualche modo istighino alla violenza contro le donne.
Abbiamo sollevato la questione delle difficoltà che la burocrazia pone ai disabili, mettendo in evidenza anche l’esigenza di snellire la burocrazia per l’accesso nelle ZTL delle persone disabili. Abbiamo focalizzato l’attenzione sul rinnovo delle patenti speciali e messo le basi perché si pensi ad agevolazioni alle aziende che lasciano lavorare serenamente, garantendogli parità di trattamento, persone affette da disabilità (anche per non pesare sui sussidi assistenziali). Da qui però una riflessione, l’emergenza pandemica non ha fermato L’ANCRI con i suoi progetti, ma non ha fermato neanche la violenza contro le donne”, ha ricordato Elena Tagliente.
La Delegata ANCRI ha voluto rivolgere il suo pensiero “a chi in questo anno oltre alle difficoltà di tutti ha subito violenza, merita una riflessione “Un anno di Codice Rosso, reati spia e femminicidi” pubblicato nel 2020 dal Ministero dell’Interno in celebrazione del 25 novembre, giornata istituita dall’ONU come Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, considerando tale fenomeno una violazione dei diritti umani”.
Il 9 agosto 2019 (a 6 mesi dal lockdown totale che ha caratterizzato il 2020) è entrato in vigore il Codice Rosso, che ha introdotto nuove fattispecie di reato e perfezionato meccanismi di tutela delle vittime, attraverso il potenziamento di strumenti d’indagine e dell’azione giudiziaria.
Certamente la convivenza forzata con gli aggressori, spesso proprio parte del nucleo familiare, non ha aiutato le vittime, spesso impossibilitate anche a raggiungere le forza dell’Ordine o a chiedere aiuto alle tante associazioni presenti sul territorio.
Dal monitoraggio effettuato sul primo anno di vigenza del nuovo codice Rosso, che comprende appunto tutto il periodo di lockdown totale (periodo considerato agosto 2019-agosto 2020), emerge che nella Regione Lazio sono stati commessi 46 delitti puniti dall’art. 612 ter del c.p. (Revenge porn - diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti) con un’incidenza del 73% su vittime di sesso femminile (primato alla Lombardia con 141 casi) ed un’incidenza femminile dell’82%, 209 delitti puniti dall’art. 387 bis del c.p. (violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla per-sona offesa), più del Lazio solo la Sicilia.
Un’analisi particolare è stata dedicata ai cosiddetti reati spia, vale a dire tutti quei delitti che sono indicatori di violenza di genere, espressione dunque di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica diretta contro una donna in quanto tale: gli atti persecutori o stalking (art. 612-bis c.p.), i maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.) e le violenze sessuali (art. 609-bis, 609- ter, e 609-octies c.p.). Analizzando il numero di reati commessi nel periodo gennaio-settembre 2020, confrontato con l’analogo arco temporale del 2019, è emerso che, nel periodo 2020 l’andamento è altalenante, con numeri comunque inferiori rispetto a quelli del 2019, ad eccezione dei maltrattamenti, che ha però subito un aumento a partire dal mese di maggio.
Un approfondimento sull’età delle vittime dei reati di specie, evidenzia come la maggior parte delle donne vittime di violenza abbia un’età compresa tra 31 e 44 anni. Le donne uccise in ambito familiare/affettivo sono vittime, nella maggior parte dei casi, di partner o ex partner, negli altri casi risultano uccise per mano di genitori o figli. Il trend dei due periodi (gennaio-settembre 2019 e gennaio-settembre 2020) mostra invece un aumento dell’incidenza delle vittime donne in ambito familiare/affettivo (dal 62% al 70%).
Soprattutto il primo periodo di lockdown totale ha costretto molte donne alla convivenza prolungata con i propri aggressori, lì dove la violenza avviene proprio tra le pareti domestiche. “Sono dati molto importanti, quelli presentati oggi da Eliana Tagliente”, ha detto Butticé, “che meritano essere fatti conoscere anche fuori del territorio nazionale, per confrontarli con quelli dei Paesi dell’UE e gli altri in cui l’ANCRI è rappresentata e, attraverso i nostri Delegati all’estero, divulgare anche i valori costituzionali di difesa delle pari opportunità, non solo di genere, che la nostra Associazione si propone di fare conoscere e rispettare. Non solo in Italia, ma anche, nei limiti delle nostre possibilità e della nostra attività di volontariato, anche nel mondo”. (aise) 

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