L’asse high-tech Catania-Zurigo: la CCIS punta sull'internazionalizzazione tech del Mezzogiorno

ZURIGO\ aise\ - Si è svolta la seconda edizione di CATAN.IA 2026, l’evento flagship co-organizzato da Aitho e Datapizza presso il Vecchia Dogana Hub di Catania. La manifestazione ha radunato più di 500 partecipanti tra istituzioni, aziende, startupper e accademici con l’idea di presentare il Mezzogiorno come centro delle rotte dell'innovazione europea. Al centro del confronto, il rafforzamento dell’asse strategico tra Sicilia e Svizzera, considerato uno dei principali hub europei dell’innovazione tecnologica e della ricerca, anche con la presenza di Fabrizio Macrì, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera.
Un legame che apre prospettive concrete per il trasferimento tecnologico, l’export di servizi ad alto valore aggiunto e la crescita di ecosistemi innovativi nel Sud Italia.
Macrì è intervenuto nel corso del panel economico moderato dal Professor Rosario Faraci dell’Università degli Studi di Catania, evidenziando il ruolo della Confederazione Elvetica quale partner strategico per il Made in Italy e per lo sviluppo del comparto tech italiano.
Macrì ha dunque definito la Svizzera una “potenza economica nascosta”, ricordando come il Paese rappresenti il quinto mercato di destinazione dell’export italiano con un interscambio pari a circa 50 miliardi di euro. Sono stati inoltre presentati alcuni strumenti operativi promossi dalla CCIS, tra cui Italian Tech Forum e Market Landing Programs, finalizzati ad accompagnare imprese e startup italiane nei cantoni elvetici.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della fuga dei talenti e alla necessità di costruire condizioni favorevoli per trattenere competenze e professionalità nel Mezzogiorno. In questo contesto, è stato annunciato da Aitho un bonus di rientro da 5.000 euro destinato ai professionisti del settore tech che trasferiscono la propria residenza in Sicilia, insieme alla prospettiva di un Impact Bond dedicato all’occupazione giovanile ad alta specializzazione.
Tra gli elementi più rilevanti emersi durante l’evento, la crescente diffusione dei modelli di lavoro distribuiti e la possibilità, grazie all’Intelligenza Artificiale e alla remotizzazione dei servizi, di superare definitivamente le barriere geografiche tradizionali. Un’evoluzione che consente anche ai territori del Sud Italia di inserirsi in filiere internazionali ad alta intensità tecnologica. (aise)