Dal Comites Tel Aviv una “Lettera aperta” a sostegno del corrispondente RAI Giovan Battista Brunori

TEL AVIV\ aise\ - “In un contesto complesso e drammatico come quello mediorientale, il compito del giornalismo di servizio pubblico è quello di fornire un racconto dei fatti aderente alla cronaca, obiettivo e quanto più completo possibile. Riteniamo che le accuse e i tentativi di delegittimazione o censura rivolti a Brunori siano del tutto ingiustificate e lesive del diritto e del dovere di cronaca. Ed ancora più inammissibili sono le minacce ricevute da lui e dalla sua famiglia in pubblico ed in privato, attacchi alla persona e non critiche alle idee”. Così il Comites di Tel Aviv nell’introdurre una “lettera aperta” a sostegno del corrispondente RAI Giovan Battista Brunori al centro di una tempesta mediatica dopo aver definito “escursionisti israeliani” un gruppo di coloni coinvolto nell’attacco al villaggio palestinese di Tell, in Cisgiordania.
“A seguito dei recenti attacchi e delle polemiche politiche che hanno coinvolto il corrispondente RAI da Gerusalemme, Giovan Battista Brunori, - vi si legge – il Comites di Tel Aviv desidera esprimere con fermezza la propria vicinanza e la totale solidarietà al giornalista e al suo lavoro sul campo. Nel suo lavoro e nei suoi servizi, Brunori ha sempre dimostrato massima trasparenza e un rigoroso rispetto dei fatti. È doveroso ricordare a chi oggi lo accusa di parzialità che proprio nei suoi servizi sul campo non sono stati affatto omessi né taciuti gli attacchi violenti dei coloni e i gravi danni da essi compiuti nei villaggi palestinesi”.
“Troppo spesso – scrive il Comites – si assiste a una narrazione ideologica e preconcetta che mira esclusivamente a dipingere Israele e gli israeliani come unici responsabili e "cattivi" in ogni circostanza. Quando l'informazione cerca di riportare la cronaca senza adagiarsi su schemi di propaganda o su giudizi sommari, si scatenano attacchi strumentali focalizzati sull'uso di singoli termini con il solo scopo di colpire il professionista e condizionare l'informazione pubblica”.
“Il Comites Tel Aviv, a nome degli italiani in Israele, - conclude la lettera – ribadisce la propria stima nei confronti di Giovan Battista Brunori per l'equilibrio, il coraggio e la professionalità dimostrati ogni giorno nel raccontare al pubblico italiano una realtà complessa e dolorosa. Difendere la libertà d'informazione e il lavoro dei corrispondenti sul campo significa difendere la verità dei fatti contro ogni forma di propaganda o censura politica”. (aise)