Distanza e burocrazia: la lista “Italiani in Rete” in allarme per la partecipazione alle elezioni dei Comites 2026

MIAMI\ aise\ - Difficoltà burocratiche, distanze chilometriche insostenibili e procedure "anacronistiche" rischiano di compromettere la presentazione delle liste e l'affluenza alle prossime elezioni per il rinnovo dei Comites, previste per la fine dell'anno con scadenza per l'invio delle schede il 4 dicembre 2026. A lanciare l'allarme sono stati nelle scorse ore un gruppo di cittadini residenti all'estero, tra cui “Italiani in Rete Miami”, che ha raccolto testimonianze di un gruppo di italiani residenti della circoscrizione (ma ha anche assicurato che il problema è simile in tutte le circoscrizioni consolari). Il gruppo, che si presenterà alle elezioni di dicembre con la sua lista, ha quindi chiesto interventi urgenti per garantire il diritto di voto e di rappresentanza.
A differenza del passato, spiegano, il plico elettorale per il voto per corrispondenza non sarà inviato automaticamente, ma dovrà essere esplicitamente richiesto da ogni elettore. Lo scoglio principale, tuttavia, riguarda la raccolta e l'autenticazione delle firme necessarie a presentare le liste (200 nelle circoscrizioni con oltre 50.000 connazionali, 100 nelle altre).
"Durante l'emergenza Covid le firme potevano essere autenticate da un Notary Public in tutta la circoscrizione", ricorda Franca Traversa, consigliera del Comites Miami. "Oggi occorre recarsi al Consolato o nelle poche sedi raggiunte dal funzionario itinerante. Raccogliere le firme può imporre ore di viaggio e, in alcuni casi, un volo".
Un paradosso normativo nell'era digitale, come evidenziato dagli addetti ai lavori. "Autenticare una firma di persona, presso sedi lontane e in orari limitati, appare anacronistico", osserva Barbara Gorlini, consulente in digitalizzazione, ricordando che strumenti come SPID, PEC, firma elettronica e il portale FAST IT "identificano già gli utenti in modo sicuro".
Sulla stessa linea l'ingegnere robotico Riccardo Renna, che sottolinea il divario tra pubblico e privato: "Gestiamo a distanza aziende e impianti attraverso sistemi sicuri di identificazione. Integrare queste tecnologie nelle procedure degli enti pubblici italiani dovrebbe essere una priorità".
A preoccupare è anche il forte deficit informativo. Emilia Garofalo e Bettina Malacarne Holm, attive nel supporto ai connazionali in Florida, segnalano come moltissimi "nuovi italiani" per discendenza o matrimonio non conoscano l'esistenza stessa dei Comites, con il rischio di una "esclusione di fatto" causata dalla mancata spedizione automatica del plico. I dati storici d'altronde confermano il trend: "La circoscrizione di Miami serve oltre 70.000 connazionali, ma alle precedenti elezioni furono ammesse meno di 300 schede valide", denuncia Marina Terracciano, di Tampa.
Il problema geografico acuisce le distanze. Eleonora Surico, residente a Sarasota, fa notare che la sola circoscrizione consolare di Miami "comprende cinque Stati statunitensi e dieci Paesi o territori caraibici", un territorio vastissimo a fronte di sedi e date disponibili "insufficienti".
I promotori dell'appello hanno quindi formulato una richiesta ufficiale alle istituzioni per ottenere un ampliamento di orari, date e sedi per la raccolta firme, accompagnato da una campagna informativa capillare. Per il futuro, la richiesta è netta: digitalizzare le procedure di autenticazione per abbattere le barriere geografiche. "L'obiettivo – concluda la nota del Comites - non è ridurre i controlli, ma garantire pari opportunità di candidatura e partecipazione. La distanza dalla sede consolare non dovrebbe limitare l'esercizio di un diritto". (aise)