Savoia (Comites Madrid): sulle locandine errori reiterati

MADRID\ aise\ - “In merito all'articolo apparso sulle Vostre colonne riguardante la vicenda della locandina del progetto "Utopia", mi vedo costretto a intervenire per ristabilire l'esatta realtà dei fatti e correggere alcune gravi inesattezze contenute nella risposta di Lazzari”. Così scrive Franco Savoia, consigliere del Comites di Madrid, che interviene ancora sul “caso delle locandine” che lo vede contrapposto al Presidente Lazzari.
“Una corretta lettura dei fatti – annota Savoia – dimostra chiaramente che il problema non risiede nel progetto "Utopia" in sé, il quale era stato regolarmente autorizzato dal Consiglio del Comites. L'irregolarità grave e inaccettabile riguarda invece la preparazione e la diffusione della locandina in questione, sulla quale è stato accostato il logo del Comites e delle Istituzioni, che non avevano autorizzato, ai loghi di partiti politici. Si tratta di un uso del tutto improprio e vietato dalla legge, che impone alle istituzioni i doveri di neutralità e trasparenza, concetti che in questo caso sono stati usati in modo puramente retorico”.
“A tal proposito, - aggiunge il consigliere – non è corretto affermare che l'Ambasciata "sapeva": l'autorità diplomatica non ha mai conosciuto né autorizzato questa specifica locandina che mescolava la rappresentanza istituzionale con la politica di parte, ne è venuta a conoscenza una volta che la locandina era già in circolazione nella rete. Lazzari – accusa Savoia – continua con il discredito delle Istituzioni. Questa verità è semplice da verificare”.
“Il Consiglio del Comites, inoltre, è rimasto all'oscuro anche della preparazione di materiale simile e della presentazione del docufilm in Svizzera e quindi della trasferta del Presidente, episodio precedente alla pubblicazione della locandina in questione”, continua Savoia che chiama in causa anche l’evento promosso per il 25 aprile sulle cui locandine il logo del Comites è stato accostato a quello di partiti politi ed associazioni di categoria “a dimostrazione della precisa volontà di un progetto e non di un "errore"”.
Quanto all'appello finale del Presidente a mantenere un clima di "correttezza e responsabilità istituzionale" per Savoia “risulta francamente paradossale. È stato proprio il suo operato unilaterale a rompere la legalità e la trasparenza, dimostrando nei fatti una totale mancanza di quella responsabilità istituzionale che oggi richiede agli altri”. (aise)