Competitività, innovazione, internazionalizzazione: al via la missione sulla Blue Economy Portogallo-Italia

ROMA\ aise\ - Trasformare la storica vicinanza istituzionale tra Italia e Portogallo in concrete opportunità industriali e commerciali per le aziende della blue economy, dalla cantieristica alla nautica, fino alle energie oceaniche rinnovabili. Con questo obiettivo si è aperta oggi, 29 settembre, a Roma, presso la sede della Federazione del Mare a Palazzo Colonna, la missione d'affari portoghese in Italia, che si sposterà a Genova l’1 e il 2 ottobre in occasione del Salone Nautico. Al centro della sessione inaugurale della missione, la firma di un Memorandum d’Intesa tra Federazione del Mare, Forum Oceano e Cluster Big per rafforzare competitività, innovazione e internazionalizzazione dei due ecosistemi marittimi.
La missione, secondo quanto spiegato dalla Federazione del Mare, si propone di trasformare il rapporto istituzionale tra Portogallo e Italia in concrete opportunità di cooperazione industriale e commerciale per le aziende dei due paesi, specie per quelle operanti nei settori della Blue Economy come tecnologia navale, industria nautica, pesca e acquacultura, porti e logistica, blu tech e energie oceaniche rinnovabili.
Presenti per la sessione inaugurale dove si è firmato il Memorandum d’Intesa, i Ministri Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy) e Nello Musumeci (Protezione Civile e Politiche del Mare). Con loro, anche l’Ambasciatore portoghese in Italia, Fabrizio Lobasso, Vice Direttore Generale della DG Crescita e Promozione dell'Export e Direttore Centrale per il Sistema Italia e gli Investimenti al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e Frederico Cabral, Segretario Generale Camera di Commercio Italiana per il Portogallo.
La centralità della cooperazione bilaterale è stata dunque ribadita dal Ministro Urso, che intervenendo ha dichiarato: “Italia e Portogallo hanno storia, cultura e vocazione geografica che ne fanno due naturali potenze marittime. Dalla cantieristica alla nautica, dalla subacquea ai cavi sottomarini, infrastrutture strategiche che collegano l’Europa al resto del mondo, possiamo rafforzare la cooperazione tra le nostre imprese con nuove partnership industriali e tecnologiche. Ne è un esempio la collaborazione tra Fincantieri e la Marina portoghese sulle fregate FREMM, eccellenza del Made in Italy e asset strategico per la politica marittima del Portogallo. I nostri Paesi sono impegnati a rafforzare le rispettive filiere e a difendere in Europa l’industria del mare, affinché le nostre imprese possano competere ad armi pari sui mercati globali. Per questo è assolutamente necessario rivedere il meccanismo degli ETS anche per l’industria marittima. Su questo fronte, l’azione promossa dal Governo italiano ha trovato spesso il Portogallo al proprio fianco”.
A fargli eco il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, che ha evidenziato l'impegno dell'esecutivo: “La complementarità geografica tra Italia e Portogallo consolida un rapporto destinato ad avere successo. Per questo sono convinto che possiamo e dobbiamo lavorare insieme. Per quanto riguarda il Governo italiano, e come potranno confermare anche i dirigenti della Farnesina, saremo attenti e disponibili a sostenere questo e ogni altro progetto volto a favorire lo scambio di conoscenze, la cooperazione e la condivisione di esperienze e competenze. Siamo infatti convinti che dal mare e sul mare Portogallo e Italia – e, in un contesto più ampio, gli Stati membri dell’Unione europea – possano costruire insieme un futuro ricco di opportunità”.
Per Fabrizio Lobasso, Vicedirettore Generale DG Crescita e Promozione dell'Export e Direttore Centrale per il Sistema Italia e gli Investimenti del MAECI, “Italia e Portogallo condividono una profonda vocazione marittima: il mare non è un confine, ma uno spazio di incontro, cooperazione e opportunità. Su questa eredità comune possiamo costruire una partnership sempre più solida, fondata su innovazione, sostenibilità, dialogo e fiducia, per navigare insieme verso il futuro”.
I lavori hanno visto anche gli interventi del Presidente della Federazione del Mare, Mario Mattioli, che ha definito la partnership “la solida ancora che i tempi incerti richiedono” di fronte alle sfide di decarbonizzazione e digitalizzazione, e del Segretario Generale di Forum Oceano, Rubén Eiras, il quale ha sottolineato come la sinergia tra “il Portogallo atlantico e l'Italia mediterranea renda più forte un'Europa dell'Oceano”. (aise)