Esportazioni di servizi per caratteristiche d’impresa: i dati dell’Annuario Ice-Istat

ROMA\ aise\ - Nel 2023, il valore in euro dell’export di servizi dell’Italia ammonta a 137,2 miliardi di euro. È quanto emerge dall’Annuario statistico Istat-ICE 2025 “Commercio estero e attività internazionali delle imprese” presentato a Roma nel luglio scorso.
Il 48,1% dei 137,2 miliardi di euro è attribuibile alle caratteristiche d’impresa, attraverso tecniche di micro data linking tra i dati sugli scambi internazionali di servizi (ITSS), a livello di singola impresa, rilevati dalla Banca d’Italia per la compilazione della bilancia dei pagamenti e i dati di struttura d’impresa presenti nei registri statistici sulle imprese dell’Istat.
I DATI
Le imprese di grandi dimensioni (con 250 addetti e oltre) spingono l’export italiano di servizi, rappresentando il 58,5% del totale delle esportazioni di servizi associabili alle caratteristiche d’impresa.
L’area Ue rappresenta il principale mercato di sbocco per l’export di servizi delle imprese italiane; questo vale in particolare per le piccole (0-49 addetti) e le medie (50-249 addetti), che destinano rispettivamente il 62,6% e il 59,3% delle loro esportazioni verso tale area (Figura 12). Le grandi imprese, pur esportando principalmente verso l’area Ue (54,3%), mostrano una significativa apertura anche ai mercati extra Ue (45,7%). Infine, anche per l’export di servizi non attribuibile alle imprese, l’area Ue è il mercato prevalente (53,4%).
Le imprese manifatturiere, tradizionalmente focalizzate sull’export di beni, rivestono un ruolo importante anche nelle vendite all’estero di servizi, realizzando il 32,5% dell’export di servizi associabile alle caratteristiche d’impresa. Seguono le imprese dei settori delle attività professionali, scientifiche e tecniche, con il 18,5%.
Anche nell’export di servizi, come in quello delle merci, è rilevante il ruolo delle imprese appartenenti a gruppi multinazionali: nel 2023, l’84,4% dell’export di servizi attribuibile alle caratteristiche d’impresa è realizzato dalle imprese appartenenti a gruppi multinazionali: il 51,6% da quelle di gruppi multinazionali a controllo estero, il 32,8% da quelle di gruppi multinazionali a controllo italiano.
LA LOCALIZZAZIONE DELLE IMPRESE INDUSTRIALI A CONTROLLO ESTERO IN ITALIA
Nel 2022, il valore aggiunto industriale realizzato dalle multinazionali estere in Italia si concentra per il 41,0% nell’Italia nord-occidentale; seguono l’Italia nord-orientale (27,2%), l’Italia centrale (15,6%), l’Italia meridionale (9,9%) e l’Italia insulare (6,2%). Le regioni che forniscono il più ampio contributo sono Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto, Lazio e Toscana. (aise)