Paraná: la comunità cattolica italiana celebra la patrona di Catania Sant’Agata

PARANÁ\ aise\ - La comunità cattolica italiana a Paraná, in Argentina, si incontrerà domani, giovedì 5 febbraio, alla messa che si terrà nella Cattedrale metropolitana in onore di Sant'Agata, patrona di Catania. L’iniziativa è organizzata da un gruppo della comunità italiana locale guidato da Olga Chicco e María Rosa Vaccalluzzo.
Durante la Messa si leggerà anche la lettera che l'arcivescovo metropolita di Catania, mons. Luigi Renna, ha inviato per l'evento che riportiamo in forma integrale di seguito:
“Carissimi fedeli dell’Argentina, vi raggiungo con questa lettera, condividendo anche a distanza la devozione per sant’Agata. Vi porterò nel cuore in questi giorni di festa, all’altare e accanto alla tomba della nostra Santa.
È un anno speciale questo per Catania, e sarà più evidente nel modo con cui celebreremo la festa del 17 agosto, quella che ricorda il “ritorno” delle reliquie di sant’Agata a Catania da Costantinopoli, proprio novecento anni fa. Fu l’inizio di un’epoca nuova, dopo la “cesura” della dominazione araba: con l’arrivo dei normanni ritornò la figura del vescovo, fu ricostruita la Cattedrale, tornò quel corpo che era stato come un seme gettato nel solco della vita catanese e ne aveva fatto germogliare la fede per secoli. Nel medioevo c’era un rapporto particolare con le reliquie dei santi: basti pensare ai marinai di Bari che trafugarono il corpo di san Nicola da Myra nel 1087, e attorno al suo culto rifondarono l’identità della città; o ad Assisi, che seppellì il corpo di san Francesco in un luogo rimasto nascosto per secoli, onde evitare che le città vicine se ne appropriassero. Una comunità civile prende corpo attorno al corpo di un santo: non è un gioco di parole, ma la storia di antiche città come Catania, che non si può pensare senza sant’Agata. Quello che è vero per Catania, può essere vero anche per la vostra città, se saprete dare testimonianza cristiana.
Il bene non ha un volto qualunque ed indefinito: è quello di una martire cristiana alla quale, secoli fa, è stato negato il diritto alla libertà religiosa. Fu arrestata perché professava una fede altra rispetta a quello ufficiale, e fu torturata per piegare la sua libertà. Si può uccidere una persona perché non la pensa come noi o discriminarla negandone i diritti? In un mondo “laico”, sant’Agata ci richiama al rispetto della persona, alla sua dignità inviolabile, in un tempo nel quale ancora oggi ci sono martiri cristiani e discriminazioni di ogni tipo.
Sant’Agata ci insegna anche la virtù della fortezza, cristiana e laica, che si oppone alle “vane lusinghe”, come canta l’inno popolare, e a un tiranno crudele: si oppone, non solo nel processo che subisce, ma nella coerenza di tutta la sua giovane vita. Quante minacce oggi per una vita giusta e trasparente. Ecco il “cantiere” per cui dobbiamo lavorare ogni giorno perché, nel rispetto dei diritti che a sant’Agata furono negati e nella forza della coerenza che per lei fu la fede cristiana, e per ogni uomo di buona volontà è ciò che rispecchia il bene che Dio Padre vuole per l’umanità, attorno al suo corpo, si costruisca una città coesa, civile, fraterna. Auguri, e siate testimoni di santità come sant’Agata”. (aise)