Partir: a Sernaglia della Battaglia la mostra fra poesia ed emigrazione

TREVISO\ aise\ - C’è un verbo che attraversa la storia del Veneto più di ogni altro: partire. Un verbo che contiene dolore e speranza, necessità e coraggio, radici e orizzonti lontani. A questo verbo è dedicata la mostra “Partir… Zanzotto, Pillonetto, Gobbato e l’emigrazione”, in programma al Centro Di Educazione Ambientale Media Piave di Sernaglia della Battaglia, in provincia di Treviso, fino al prossimo 21 giugno. Un progetto espositivo che restituisce voce, volto e memoria a oltre un secolo di migrazioni venete attraverso le parole e le opere di Andrea Zanzotto e Giocondo Pillonetto.
La mostra, ideata ed organizzata dal Comune di Sernaglia in collaborazione con l’Associazione I Luoghi di Zanzotto, prosegue il percorso di valorizzazione dell’opera e del pensiero del poeta, strettamente legati al paesaggio e alle sue comunità, indagando un momento cruciale della nostra storia sociale: l’emigrazione che, dalla fine dell’Ottocento alla seconda metà del Novecento, ha trasformato profondamente il Veneto e la sua gente dopo le ferite della guerra.
Migliaia di uomini e donne lasciarono campagne e paesi spinti dalla povertà e dalla mancanza di lavoro, diretti soprattutto verso Brasile, Argentina e Stati Uniti, ma anche verso l’Europa del Nord e le colonie africane, costruendo comunità solide e durature lontano da casa. In questa cornice regionale, “I Luoghi di Zanzotto” porta alla luce una vicenda locale di straordinario valore umano: quella degli emigranti di Sernaglia, che si ritrovavano nell’osteria di Giocondo Pillonetto insieme a Teofilo Gobbato e al poeta Andrea Zanzotto. Da quegli incontri nacque nel 1953 la Comunità degli Emigranti di Sernaglia, una realtà che arrivò a contare oltre 700 iscritti e che si pose, tra i primi esempi in Italia, l’obiettivo di sostenere concretamente gli emigranti e le loro famiglie, fino al rimpatrio delle salme dei concittadini scomparsi all’estero: un gesto potente di solidarietà e appartenenza.
Accanto a chi partiva, la mostra racconta anche chi restava: le donne, i figli, gli anziani, custodi silenziosi della quotidianità e della tenuta sociale dei paesi. Lettere, pacchi, risparmi e decisioni prese “a distanza” costruiscono un racconto corale in cui l’attesa diventa azione e responsabilità condivisa.
Nel 1991, Andrea Zanzotto definì quei tempi “eroici”, invitando a riconsiderarli come stimolo per il futuro. Le sue parole accompagnano il visitatore lungo un percorso che non è solo storico, ma profondamente umano e contemporaneo, e apre un dialogo con il presente, interrogandosi sul significato dell’emigrazione oggi. Attraverso interviste a giovani del Quartier del Piave che lavorano all’estero, il progetto mette a confronto le migrazioni storiche con le nuove forme di mobilità contemporanea, segnate da tecnologie che accorciano le distanze e ridefiniscono il legame con il luogo d’origine.
Filmati d’epoca, documenti originali, fotografie, lettere e oggetti personali compongono un allestimento dal forte valore storico e didattico, pensato per un pubblico ampio e arricchito da laboratori per le scuole, incontri, presentazioni di libri, letture e proiezioni cinematografiche durante tutto il periodo espositivo.
“Partir” è infine un invito a proseguire il viaggio nei luoghi della memoria del territorio di Sernaglia della Battaglia: dal Monumento all’Emigrante alla Grotta di Santa Barbara, al Monumento-saccello all’interno del cimitero di Fontigo, segni concreti di una storia fatta di sacrificio e dignità, “di uomini sparsi per il mondo come il grano”.
Una mostra che non si limita a ricordare, ma chiede di riflettere: su ciò che siamo stati, su ciò che siamo e su ciò che, forse, stiamo tornando ad essere. (aise)