Al Ciheam di Bari la giornata studio sulla "Convenzione di Istanbul: bilanci e orizzonti"

BARI\ aise\ - Si terrà lunedì prossimo, 11 maggio, l’iniziativa del CIHEAM Bari e GiULiA (Giornaliste Unite Libere Autonome) "Convenzione di Istanbul: bilanci e orizzonti", si propone come momento di confronto tra istituzioni, mondo accademico e professioniste dell’informazione su uno dei principali strumenti internazionali per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere nel contesto mediterraneo.
La giornata studio prenderà avvio alle ore 9.00 con i saluti istituzionali del direttore del CIHEAM Bari, Biagio Di Terlizzi, del presidente dell’Ordine dei giornalisti della Puglia, Maurizio Marangelli, e della presidente nazionale di GiULiA, Serena Bersani. Il programma entrerà nel vivo con l’intervento di Valeria Di Comite dell’Università di Bari, sull’adesione dell’Unione europea alla Convenzione di Istanbul e sui limiti della sua realizzazione. Seguirà Maria Chiara Zingaretti, programme manager della DG Regio della Commissione europea, che approfondirà il ruolo della politica di coesione nel sostegno alle strutture antiviolenza e alle politiche antidiscriminazione nell’Unione europea, con un focus su Italia e Puglia. Gianna Elisa Berlingerio, della Regione Puglia, illustrerà invece le politiche e i progetti a sostegno dell’occupazione femminile e dell’autoimprenditorialità, con una proiezione mediterranea e balcanica, mentre Biagio Di Terlizzi offrirà un focus sulle iniziative di cooperazione internazionale in materia di genere promosse dal CIHEAM Bari.
I lavori proseguiranno con l’intervento di Oriana Antichi, programme manager della DG Employment della Commissione europea, dedicato alle politiche europee per l’occupazione e il sociale nell’ottica della Convenzione di Istanbul, con uno sguardo alle possibili evoluzioni delle strategie sulla parità di genere. Sabrina Martucci, dell’Università di Bari, parlerà di quando la violenza diventa ideologia, analizzando terrorismo jihadista, misoginia e tutela delle donne nel quadro della Convenzione. Lella Ruccia, consigliera di Parità della Regione Puglia, presenterà gli strumenti e la progettazione regionale in materia di gender equality, mentre Marcella Loporchio, filosofa del lavoro e specialista in sviluppo organizzativo e parità di genere, rifletterà sul passaggio “dalla compliance alla cultura”, evidenziando il ruolo delle politiche di genere come motore del cambiamento aziendale. Chiuderà la sessione Rossella Matarrese, coordinatrice per la Puglia di GiULiA, con un intervento sulla Convenzione di Istanbul come guida per la rappresentazione delle donne nei media, nei linguaggi e nelle recenti sfide poste dall’intelligenza artificiale.
Il convegno sarà moderato da Marisa Ingrosso, componente del direttivo nazionale di GiULIA.
A fare da cornice al meeting è il percorso avviato quindici anni fa con l’approvazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. In questo arco di tempo, il trattato –universalmente noto come Convenzione di Istanbul– ha contribuito a definire standard condivisi e a orientare politiche pubbliche a livello nazionale e sovranazionale, pur mostrando anche limiti e criticità nella sua attuazione.
Il contesto internazionale è nel frattempo cambiato in modo significativo. Da un lato, si è registrato il ritiro della Turchia, avvenuto il 1° luglio 2021, un passaggio che ha suscitato ampio dibattito sul valore politico e simbolico della Convenzione. Dall’altro, l’Unione Europea ha rafforzato il proprio impegno, diventando il 1° giugno 2023 il primo soggetto giuridico non membro del Consiglio d’Europa a ratificare il trattato.
In questo scenario, il convegno intende offrire uno spazio di riflessione sui risultati raggiunti e sulle prospettive future, senza ambizioni di esaustività ma con l’obiettivo di mettere in dialogo esperienze e competenze diverse. L’attenzione è rivolta non solo agli strumenti normativi, ma anche alle politiche pubbliche, alle pratiche istituzionali, al ruolo dei media e ai cambiamenti culturali necessari per contrastare in modo efficace la violenza di genere. (aise)