“Dialoghi d’autunno” tra Roma e Ischia con l’Accademia Filarmonica Romana

ROMA\ aise\ - Prenderà il via giovedì prossimo, 17 settembre, la nuova edizione di “Dialoghi d’autunno”, rassegna che l’Accademia Filarmonica Romana presenta fin dal suo nascere con la Fondazione William Walton di Ischia per la promozione di giovani interpreti provenienti dai Corsi di specializzazione delle principali Accademie e Scuole di musica. I musicisti saranno impegnati in un triplice appuntamento – uno di giovedì alle ore 20 a Roma in Sala Casella, e due a Ischia, il sabato e la domenica successivi o precedenti, presso la Sala Recite nei Giardini La Mortella –, in cui sarà replicato lo stesso programma. I quattro concerti alla Filarmonica saranno preceduti da una introduzione del musicologo Valerio Sebastiani, che lascia poi il palco ai musicisti che si confrontano con il repertorio dei grandi compositori del passato, spaziando fra Settecento e Novecento.
A inaugurare la sesta edizione, giovedì 17 settembre (ore 20), sarà il duo formato dalla violoncellista Monica Righi e dal pianista Ivan Maliboshka, nato nel 2021 fra le aule del Conservatorio di Piacenza. Perfezionatosi con il Quartetto Klimt, il duo si segnala in diversi concorsi, fra cui nel 2024 primo premio assoluto al Concorso Internazionale di musica da camera "Giulio Rospigliosi". Per il debutto alla Filarmonica propone due “classici” del repertorio per violoncello e pianoforte, la Prima Sonata di Brahms e la Sonata op. 119 di Prokof’ev.
Iniziata nel 1862 e completata nel 1865, la Sonata n. 1 in mi minore op. 38 per violoncello e pianoforte di Brahms venne dedicata dall’autore al suo amico Josef Gänsbacher, violoncellista dilettante. I due strumenti dialogano alla pari in un continuo scambio di ruoli e temi musicali, con richiami al contrappunto dell’Arte della fuga di Bach, testimonianza del legame profondo che Brahms aveva con la rigorosa scrittura bachiana, senza però rinunciare all’intensità espressiva di una musica pienamente romantica.
Completamente diverso il contesto in cui nasce la Sonata in do maggiore op. 119 di Prokof’ev. Scritta nel 1949, negli ultimi anni della vita del compositore russo, nasce grazie all'incontro con uno dei più grandi violoncellisti di tutti i tempi, Mstislav Rostropovic, che oltre a fornire preziose indicazioni per la stesura della parte del violoncello, fu l’interprete della prima esecuzione a Mosca nel 1950, con Svjatoslav Richter al pianoforte. Esempio perfetto di incontro creativo fra compositore e interprete, la Sonata alterna momenti di lirismo, a sprazzi di ironia, asprezza, energia ritmica, cantabilità. Uno dei lavori di musica da camera più interessanti della metà del Novecento. (aise)