Il Latina Independent Film Festival per i registi ucraini

LATINA\ aise\ - Il Latina Independent Film Festival, evento cinematografico votato alla valorizzazione dei talenti della scena indie contemporanea diretto dal regista Daniele Gangemi, ha deciso di scendere in campo, con i mezzi a propria disposizione, al fianco della cinematografia ucraina, aprendo straordinariamente un’intera sezione dedicata ai loro autori: “LIFF for Ukrainian Directors”.
La decisione è stata presa da Gangemi (in sinergia con il Presidente Onorario Enzo De Amicis, il Presidente della Giuria Roberto Bessi ed i giurati Blanca Blanco, Michele Cordaro, Alessandro Masi e Francesco Di Brigida) come risposta alle toccanti parole scritte pochi giorni fa da alcuni registi ucraini.
Alcuni registi - tra cui Oleh Sentsov, regista di Rhino, Valentyn Vasyanovych regista di Reflection e Atlantis, Maryna Er Gorbach regista di Klondike - insieme ad Anna Machukh direttrice esecutiva dell’Accademia cinematografica ucraina e dell’OIFF, Natalia Vorozhbyt regista di Bad Roads, Iryna Tsilyk regista di The Earth is Blue as an Orange e Nariman Aliev regista di Homeward, nei giorni scorsi hanno firmato una “lettera aperta” in cui scrivono: "la Russia ha lanciato una guerra su vasta scala contro l'Ucraina. Ora più che mai abbiamo bisogno dell'aiuto della comunità internazionale e di chiunque capisca che la guerra domani potrebbe essere alla tua porta. Abbiamo parlato della guerra nell'Ucraina orientale nei nostri film per otto anni. Li hai visti ai festival. Ma questo non è un film, ma la nostra realtà. E oggi questa realtà si è diffusa in tutto il nostro Paese senza eccezioni. I cineasti ucraini ti chiedono di non tacere e di non farti da parte. Chiedono aiuto e alcune azioni che possono aiutare l'Ucraina a riconquistare la pace".
Il messaggio lanciato dal LIFF, l’evento che andrà in scena a Latina dal 14 al 15 maggio di quest’anno, è un gesto “indubbiamente piccolo ma dalla potente forza simbolica. Il concetto – concludono gli organizzatori – infatti è semplice e chiaro: non è possibile restare immobili ed inermi difronte alla tragedia ed agli orrori della guerra”. (aise)