“La terra è blu come un’arancia. Il mistero della ricerca”: il rapporto tra scienza e arte in mostra a Padova

Maria Pennuto (PI VIMM), Diana Piol (ERC awardee) Colorazione in immunofluorescenza dell’RNA ribosomiale in motoneuroni murini, 2025
PADOVA\ aise\ - Ispirata al celebre verso di Paul Éluard, la mostra “La Terra è blu come un’arancia. Il mistero della ricerca” – organizzata in occasione del 30anniversario dalla nascita del Veneto Institute of Molecular Medicine (VIMM) – parte dall’idea che arte e scienza condividano una stessa tensione verso l’invisibile e una medesima necessità di dare forma al mistero del reale. La verità scientifica e la verità poetica non si oppongono: entrambe cercano di comprendere il mondo attraverso immagini, intuizioni, ipotesi e visioni.
Dalla pittura alla microscopia, dall’anatomia alle tecnologie digitali, l’immagine è infatti uno degli strumenti fondamentali attraverso cui l’umanità costruisce conoscenza. Se la scienza osserva, misura e interpreta il vivente, l’arte ne rivela la dimensione sensibile, emotiva e immaginaria. In questo dialogo, Padova occupa un posto centrale nella storia della medicina e della rappresentazione del corpo, luogo in cui da secoli osservazione scientifica e invenzione figurativa si incontrano.
Prima esposizione temporanea ospitata al Museo della Natura e dell’Uomo dell’Università di Padova, la mostra è stata inaugurata mercoledì scorso, 27 maggio, alla presenza del curatore Sylvain Bellenger, della Presidente della Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata - VIMM Giustina Destro, della Rettrice dell’Università di Padova Daniela Mapelli e del Presidente del Consiglio Regionale del Veneto Luca Zaia.
Il percorso espositivo della mostra, aperta al pubblico fino al 30 settembre e realizzata con il contributo di Fondazione Cariparo, mette in relazione opere di artisti contemporanei, immagini anatomiche, ricostruzioni digitali e visualizzazioni scientifiche ottenute grazie alle più avanzate tecnologie di ricerca con le straordinarie immagini prodotte nei laboratori del VIMM che rivelano strutture cellulari, reti neuronali e forme del vivente che sembrano appartenere tanto al linguaggio della scienza quanto a quello dell’arte astratta e informale.
Alla selezione delle circa 30 opere che compongono la mostra si aggiunge una grande installazione multimediale site specific realizzata dall’artista Stefano Gargiulo di Kaos Produzioni. In un viaggio immersivo tra immagini, materia e luce, la mostra invita il pubblico a riflettere sul ruolo dello sguardo nella comprensione del reale e sulla capacità delle immagini di trasformare la conoscenza in esperienza sensibile. Curiosità, intuizione, disciplina e immaginazione emergono come strumenti condivisi dal ricercatore e dall’artista: entrambi esplorano il mondo non per dominarlo, ma per renderne percepibile la complessità e il mistero.
La mostra si intreccia al percorso più ampio di Padova città della Scienza, che permette di visitare non solo il Museo della Natura e dell’Uomo, con le raccolte naturalistiche che da secoli permettono di studiare la natura e l’uomo, ma anche l’Orto botanico e Palazzo del Bo, ovvero i luoghi dove nel Cinquecento si inizia lo studio dal vivo delle piante medicinali e del corpo umano.
A corredo della mostra, è stato realizzato il libro-catalogo “La Terra è blu come un’arancia. Il mistero della ricerca”, un omaggio dell’arte alla bellezza estetica delle immagini della ricerca scientifica d’avanguardia. Il volume, edito da Allemandi e curato da Sylvain Bellenger e da Giovanni Panebianco, celebra il trentennale del VIMM e include il catalogo dell’esposizione, che costruisce un dialogo inedito tra la ricerca biomedica contemporanea e il patrimonio storico-artistico di Padova. (aise)