Lo sguardo sfuggente di Ginevra: il nuovo libro di Rita Sacconi

ROMA\ aise\ - Si intitola “Lo sguardo sfuggente di Ginevra” il nuovo affascinante romanzo di Rita Sacconi, auto pubblicato con la piattaforma “Ilmiolibro”. In questa nuova opera, Sacconi racconta la vita di una pittrice, Ginevra Cantofoli, nata e vissuta nella Bologna del Seicento, autrice di splendide tele, ma, nonostante ciò, dimenticata dalla Storia dell'arte.
Data la scarsità delle fonti che la riguardano, Sacconi, per dare a Cantofoli un’identità che fosse compatibile con una sua attività artistica, ha dovuto fare appello alla propria immaginazione. Ne ha così descritto, con sufficiente plausibilità, aspirazioni e speranze quasi irraggiungibili nel campo delle arti e delle scienze, in un periodo in cui alle donne non si riconosceva neppure validità legale alla loro firma. Grazie ad un’invenzione letteraria, Ginevra si racconta in un diario dedicato alla figlia Orsolina, nel quale descrive il faticoso percorso personale e professionale intrapreso per diventare una “pittora”.
Dato il carattere elusivo del personaggio, questo “raccontarsi” va letto come un gesto di generosità materna, inteso cioè a rendere la figlia consapevole delle difficoltà e delle ingiustizie che aveva dovuto affrontare per imporsi in un ambiente artistico ostile alla pittura femminile.
Il dialogo non verbale con la figlia trova eco in un altro incontro, questo più vicino ai nostri tempi, tra Massimina e Magda, cioè tra una vecchia insegnante e un’ideale allieva che, sbalordita davanti a uno dei quadri più belli della storia dell’arte, per secoli considerato di Guido Reni con il titolo “Beatrice Cenci”, apprende che si tratta di una “Sibilla con turbante” la cui maternità è attribuita a Ginevra della quale non conosceva nulla.
Ci si trova così davanti a un racconto circolare in cui “presente” e “passato” si intrecciano e rendono moderna una storia di pathos, solidarietà ed empatia, sentimenti che le donne sono capaci di esprimere in ogni latitudine e che sono universali ed eterni.
Nella prefazione dedicata al lettore, Sacconi esprime riconoscenza a tutti coloro che hanno tenacemente cercato una verità sulla vita di Ginevra, fornendo tracce che ne hanno rivelato doti di rara sensibilità artistica.
Il lettore scopre così una donna riservata, sfuggente, celata nel cono d’ombra di figure artistiche che avevano potuto contare sull’appoggio di un mondo artistico e culturale molto vivace nella Bologna della sua epoca. Nel romanzo, infatti, non si parla soltanto di Cantofoli.
Quello stesso mondo era abitato da pittori di grande fama come Guido Reni, Simone Cantarini, Caravaggio, geni in continua competizione tra loro per ottenere incarichi pubblici per quadri e pale d’altare, le più ambite. Contemporaneamente avevano fatto il loro ingresso in quel mercato d’arte anche pittrici di notevole talento come Lavinia Fontana ed Elisabetta Sirani, astri nascenti grazie all’aiuto e alla fama dei loro geniali genitori, anch’essi pittori di grande fama, che le avevano avviate all’arte.
Molte altre aspiranti pittrici hanno subito l’oltraggio dell’oblio nel corso dei secoli, e anche oggi sono trattate con una certa insignificanza.
Questo romanzo vuole renderle protagoniste. Si potrebbe definire un libro sulle donne di ieri che parla a quelle di oggi in cerca di un riscatto sociale. Non a caso l’esergo è dedicato a “tutte coloro che lottano per la libertà, il rispetto e l’emancipazione”: il grido “Donne Vita e Libertà” è la parola d’ordine con cui molte giovani stanno sacrificando la loro vita.
Ultima nota: l’elenco dei brevi profili sui pittori citati nel romanzo, posto da Sacconi nelle ultime pagine del suo libro, è un utile e pregevole strumento per il lettore. (angelo de santis\aise)