L’opera perfetta: viaggio nel cuore del Rinascimento con il nuovo libro di Alessandro Masi dedicato a Masaccio

ROMA\ aise\ - Un libro che non è solo la storia di un artista (la cui morte è un mistero), è un viaggio nel cuore del Rinascimento che invita a riflettere sull’importanza dell’arte nella nostra vita e sul potere eternante della creatività umana. Questo è "L’opera perfetta. Vita e morte di Masaccio" (176 pagine, 21 euro), il nuovo libro del Segretario della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi, in uscita domani, 6 febbraio.
Masaccio muore a soli ventisei anni e attorno alla sua prematura scomparsa fioriscono subito, in quella primavera del 1428, leggende. Vengono avanzati dubbi e fatte speculazioni. Si parla di avvelenamento. Ma chi trae vantaggio dalla morte di un talento così straordinario?
Alessandro Masi esplora tutte le ipotesi, scandaglia la sua breve vita contribuendo, con un’“indagine” accurata, a far emergere ancora più potente la percezione del genio di Masaccio e del suo lascito artistico. L’opera perfetta è anche l’analisi appassionata del lavoro di un grande maestro del Rinascimento, Tommaso di ser Giovanni Cassai che nacque a San Giovanni in Valdarno nel 1401, da tutti conosciuto come Masaccio, nomignolo che Giorgio Vasari giustifica attribuendolo alla sua "tanta straccurataggine". Studiando, scomponendo e ricomponendo i suoi capolavori più celebri, come il Tributo e le Storie di San Pietro nella Cappella Brancacci, definito da Benvenuto Cellini "la scuola del mondo", lo storico dell’arte dimostra come Masaccio abbia rivoluzionato la rappresentazione spaziale e la narrativa visiva, dando vita a un’esperienza emotiva e d’impatto che ha influenzato intere generazioni di artisti. Leonardo da Vinci, nel Codice Atlantico, lo definisce autore "dell’opera perfetta, come quelli che pigliavano per autore altro che la natura, maestra dei maestri".
Alessandro Masi, oltre che Segretario Generale della Società Dante Alighieri, è storico dell’arte e giornalista. I suoi interessi spaziano dal futurismo (Zig Zag. Il romanzo futurista, il Saggiatore) a trattati di politica culturale del ventennio fascista (ha curato il volume di Giuseppe Bottai, La politica delle arti. Scritti 1918-1943, Editalia). Il suo studio sull’arte italiana a cavallo tra fascismo e repubblica (Idealismo e opportunismo della cultura italiana. 1943-1948, Mursia) ha dato vita a un lungo dibattito sulla figura di Palmiro Togliatti e gli intellettuali comunisti. Con Neri Pozza ha pubblicato due biografie di grandi pittori: L’artista dell’anima. Giotto e il suo mondo (2022) e Vita maledetta di Benvenuto Cellini (2023). (aise)