Non in senso stretto: il progetto culturale al Forte Batteria Siacci di Campo Calabro

Spazio centrale Forte ©Stefano Anzini
REGGIO CALABRIA\ aise\ - Ha preso il via il 18 settembre scorso, negli spazi del Forte Batteria Siacci di Campo Calabro, “Non in senso stretto — Per una topologia del design tra Calabria e Sicilia”. Il progetto, inserito nella Sezione Design della Biennale dello Stretto 2026 curata da Francesco Alati, è promosso dalle delegazioni territoriali di ADI Calabria e ADI Sicilia con il coordinamento di Giusi Buono. L'obiettivo è restituire una lettura critica e dinamica del design contemporaneo legato ai due territori.
L'iniziativa nasce dagli esiti della seconda edizione dell'open call "Design. Non in senso stretto", finalizzata a mappare le pratiche progettuali sviluppate nell'area dello Stretto e da professionisti originari delle due regioni che operano a livello nazionale e internazionale. Il comitato scientifico ha selezionato sedici progettisti che saranno i protagonisti della mostra “Nuovi codici del design”, allestita proprio a partire da venerdì scorso.
“La selezione restituisce un panorama composito nel quale differenti generazioni e approcci raccontano la vitalità del design legato alla Calabria e alla Sila e la sua capacità di confrontarsi con scenari più ampi”, ha dichiarato il curatore Francesco Alati, sottolineando come il territorio sia inteso non come un limite geografico, ma come un dispositivo capace di generare relazioni e linguaggi.
Il percorso espositivo metterà in dialogo le opere dei sedici designer selezionati con le esperienze di due ospiti d'eccezione invitati da ADI: Mario Trimarchi e lo Studio Martinelli Venezia. “La mostra diventa così uno spazio nel quale il design viene letto non soltanto attraverso gli oggetti, ma anche attraverso le storie, gli spostamenti e le relazioni che ne determinano la nascita”, ha spiegato la coordinatrice Giusi Buono.
La Biennale dello Stretto è un progetto culturale ideato da Alfonso Femia - direttore di questa terza edizione insieme ad Annalisa Metta e Salima Naji -, promosso dalla Fondazione Le città del futuro in partnership con il sostegno di enti pubblici e privati, quest’anno con il patrocinio del Ministero della Cultura. (aise)