“Pisa: bellezza, cultura, storia e tradizione”: nuova edizione al Gamec

PISA\ aise\ - Inaugura oggi pomeriggio al GAMeC - CentroArteModerna di Pisa, sul Lungarno Mediceo, l’edizione 2026 della mostra “PISA: Bellezza, Cultura, Storia e Tradizione”, curata da Massimiliano Sbrana: un invito a guardare Pisa con occhi diversi, lasciandosi guidare dagli artisti che l’hanno osservata, amata, interpretata.
“Pisa è una città che non si limita a essere visitata: ti accompagna, ti parla, ti sorprende”, scrive Sbrana. “Dietro la celebre Torre Pendente si nasconde un mondo fatto di storie antiche e vibrazioni contemporanee, di vicoli che custodiscono memorie e di lungarni che cambiano colore a ogni ora del giorno. L’Arno scorre lento, come se sapesse di essere parte essenziale di questo racconto, e chi passeggia lungo il suo corso finisce inevitabilmente per sentirsi parte di una trama più grande. La mostra di quest’anno raccoglie tutto questo: la Pisa dei secoli passati e quella che vive oggi, la città dei monumenti e quella delle piccole scoperte quotidiane. Le opere esposte – tele, sculture, installazioni – sono finestre aperte su una stessa anima, ma viste da prospettive diverse. C’è chi ne coglie la quiete medievale, chi la sua energia contemporanea, chi la trasforma in colore, chi in gesto, chi in ritmo”.
Gli artisti che espongono quest’anno sono Franco Banti, Fidio Bartalini, Romano Bartelloni (Bart), Alberto Berti, Giuseppe Biondi, Gino Bonfanti, Michele Bracciotti, Renzo Bussotti, Daniela Carta, Eugenio Contatore, Carlo D'Orta, Leo Filippeschi, Renzo Galardini, Giovanni Giuliani, Paolo Lapi, Marilena Luongo, Bruno Magoni, Alberto Martini, Mario Meucci, Luigi Norelli, Fernando Palagano, Maria Teresa Pannunzio, Silvia Pierucci Sapio, Senio Pratesi, Mario Ragusano, Claudio Semino, Viacheslav Shmagin, Vanni Viviani.
Ciascuno, evidenzia il curatore, “porta un frammento della città, un dettaglio, un’emozione, un ricordo trasformato in immagine. Visitare questa mostra significa attraversare Pisa senza muoversi, ma sentendola pulsare in ogni opera. È un’occasione per chi ama l’arte, certo, ma anche per chi desidera ritrovare la città con uno sguardo nuovo, lasciandosi sorprendere da ciò che credeva di conoscere”.
La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 17 giugno. (aise)