XV edizione del Premio De Sanctis per la Letteratura: premiati gli interpreti del nostro tempo

ROMA\ aise\ - Le parole che raccontano il presente sono state al centro della XV edizione del Premio De Sanctis per la Letteratura, ospitata negli eleganti spazi di Villa Madama e promossa dalla Fondazione De Sanctis in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un appuntamento che ha confermato il ruolo del Premio come osservatorio privilegiato sulle trasformazioni della cultura contemporanea e sulla capacità della scrittura di interpretare il tempo, le sue contraddizioni e le sue prospettive. A condurre la cerimonia è stata la giornalista Giovanna Botteri, in una serata che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della magistratura, dell’editoria e della cultura.
Nel suo intervento, il Presidente della Fondazione De Sanctis, Francesco De Sanctis, ha osservato che “quindici edizioni del Premio rappresentano non soltanto un importante traguardo, ma la conferma della centralità della cultura come luogo di dialogo, libertà, confronto e costruzione del futuro”, ricordando il lavoro svolto in questi anni nel valorizzare le migliori espressioni della cultura italiana e internazionale. De Sanctis ha inoltre evidenziato il rafforzamento del Premio come spazio di riflessione sulle grandi sfide del presente, con nuove iniziative dedicate ai diritti umani, al rapporto tra editoria, informazione e intelligenza artificiale e, in collaborazione con la Repubblica di San Marino, al tema della pace, sottolineando come il progetto affondi le sue radici nel 2009 e ringraziando Gianni Letta per il sostegno decisivo fin dall’origine.
Tra i saluti istituzionali, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha ricordato il proprio legame con la letteratura, affermando di sentirsi presente al Premio “più ancora come appassionato di letteratura che come Ministro”, rievocando l’esperienza alla guida della giuria del Premio Campiello, durante la quale ha potuto constatare “quanto sia vitale e ancora oggi effervescente la nostra letteratura contemporanea”. Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, in una lettera, ha ribadito che “la cultura non è un ornamento della società, ma uno dei suoi pilastri fondamentali” e che “nessuna transizione può essere soltanto tecnica”, richiamando il valore della conoscenza e del pensiero critico.
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, ha annunciato l’istituzione del Premio De Sanctis dedicato all’editoria, all’informazione e alla creatività, sostenendo che “i contenuti editoriali possono condizionare la formazione dell’opinione pubblica e delle coscienze. Per questo abbiamo ritenuto necessario valorizzare chi, ogni giorno, con la propria responsabilità e con il proprio lavoro contribuisce alla qualità dell’informazione”, in un contesto attraversato da nuove sfide digitali e trasformazioni tecnologiche.
La serata è stata arricchita dalla lectio magistralis di Barbara Jatta, Direttrice dei Musei Vaticani, dedicata a “Raffaello, armonia e bellezza”, che ha offerto una riflessione sul valore universale dell’arte e sulla sua capacità di attraversare i secoli come linguaggio condiviso della cultura.
Nel corso della cerimonia, la giuria presieduta da Corrado Augias e composta da Dacia Maraini, Paolo Di Paolo, Annalisa Cuzzocrea, Carla Mellidi e Loredana Lipperini ha assegnato i riconoscimenti della XV edizione.
Augias dopo aver spiegato che alcune opere “si sono imposte da sole” per la forza dei temi affrontati, si è soffermato sulle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale nel campo della scrittura, osservando come nessuno possa oggi prevederne con certezza gli sviluppi e i confini applicativi. Pur riconoscendo che l'intelligenza artificiale potrà probabilmente scrivere romanzi, comporre musica e produrre opere artistiche, ha ribadito che “non c'è miglior testimone del proprio tempo di una buona opera letteraria” e che libri, come quelli premiati, continuano a essere strumenti fondamentali per comprendere il mondo che abitiamo.
Per Leonardo Colombati, la lettura della motivazione della premiazione per l’opera Non vi sarà più notte (Mondadori, 2026), nella sezione narrativa, è stata affidata a Paolo Di Paolo, la medaglia ad Antonio Porro, Amministratore Delegato del Gruppo Mondadori, la pergamena a Tommaso Tanzilli, Presidente del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, mentre il libro è stato consegnato dall’Ambasciatore di Spagna Fernández-Palacios. Nel suo intervento, Colombati ha spiegato che il suo romanzo nasce da circostanze fortuite, ricordando come “l’energia dell’errore” sia parte essenziale del processo creativo e della scrittura narrativa, difficile da riprodurre artificialmente proprio perché legata all’imprevisto.
Per Tonia Mastrobuoni, vincitrice con La Peste (Feltrinelli, 2025), per la sezione Giornalismo, la lettura della motivazione è stata affidata a Carla Mellidi, la medaglia a Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dei David di Donatello, e la pergamena a Paolo Del Brocco, Amministratore Delegato di Rai Cinema. L’autrice ha raccontato un lavoro durato circa quattordici anni, costruito su inchieste e ricerche approfondite sulla Germania contemporanea, descrivendo il suo libro come un’opera complessa che “indaga una democrazia solida ma attraversata da tensioni profonde e da un passato che continua a interrogare il presente”.
Roberto Battiston è stato premiato nella sezione Saggistica, per il volume Energia. Una storia di creazione e distruzione (Raffaello Cortina Editore, 2025): Paolo Di Paolo si è occupato della lettura della motivazione, Edoardo De Luca, Head of Central Affairs Italia di Enel, ha consegnato la medaglia mentre Francesco Lo Voi, Procuratore della Repubblica di Roma, la pergamena. Battiston ha evidenziato come “l’energia attraversi ogni dimensione della vita”, dalla quotidianità ai processi biologici fino ai grandi scenari geopolitici, rappresentando un principio fondamentale della realtà fisica e sociale.
Menzione Speciale a Lorenzo Pavolini per Mille (Marsilio, 2025) con la lettura della motivazione da Carla Mellidi, la medaglia da Simona Agnes, Presidente Rai, e la pergamena da Michelangelo Suigo, Chief Public Affairs Engineering. Pavolini ha presentato il suo lavoro come un’indagine nella memoria familiare e nella storia italiana, sottolineando il valore della letteratura come strumento capace di “trasformare la memoria in racconto e la storia personale in chiave di lettura del presente”.
Nel corso degli interventi è emersa una riflessione comune sul ruolo della letteratura nell’epoca dell’intelligenza artificiale, ribadendo il valore insostituibile dell’opera umana come forma di interpretazione della complessità contemporanea.
La cerimonia si è conclusa con la consegna dei riconoscimenti ai vincitori da parte dei rappresentanti istituzionali e del mondo editoriale, confermando la centralità del Premio nel panorama culturale italiano e internazionale.
L’evento ha visto inoltre la presenza di un ampio parterre istituzionale e rappresentativo del mondo della giustizia, della cultura, dell’editoria e delle istituzioni tra cui Onofrio Cutaia, Assessore alla Cultura della Regione Campania, Gianni Letta, Presidente del Premio De Sanctis.
Tra gli altri hanno partecipato Fabio Pinelli, Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Francesca Nanni, Procuratrice Generale di Milano, Andrea Occhipinti, Fondatore e Presidente di Lucky Red.
Numerosa anche la partecipazione diplomatica internazionale con Thomas Bagger, Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia, Azzopardi Daniel, Ambasciatore di Malta in Italia, Celestini Marcello, Ambasciatore del Sovrano Ordine Militare di Malta presso la Repubblica di San Marino, Christofides Yiorgos, Ambasciatore della Repubblica di Cipro in Italia e Detaille Andy, Ambasciatore del Regno del Belgio in Italia, Malta e San Marino. (aise)