“Riciclaggio ed evasione fiscale: un rapporto complesso”: il nuovo rapporto dell’Eurispes

ROMA\ aise\ - Il rapporto tra evasione e riciclaggio è stretto e si alimenta reciprocamente attraverso strumenti giuridici (trust, fiduciarie, fondi patrimoniali), tecnologici (crypto-asset, HFT, sistemi di pagamento informali) e organizzativi (società zombie, imprese infiltrate dalla criminalità organizzata). È quanto evidenzia l’Eurispes che ha voluto affrontare il tema attraverso lo studio “Il complesso rapporto tra riciclaggio ed evasione fiscale” realizzato nell’ambito dei lavori del Laboratorio sulle Politiche fiscali.
I DATI
Secondo i dati raccolti, oltre 100.000 imprese italiane (più del 2% del totale) risultano infiltrate da organizzazioni criminali nel periodo 2001-2020. Le imprese infiltrate operano come “cartiere” o “società zombie”, con fatturati gonfiati, costi di personale irrisori e improvvisi fallimenti. Secondo l’Eurispes, il riciclaggio in Italia vale almeno l’1,5-2% del Pil, pari a circa 40 miliardi di euro l’anno. L’UIF (Unità di Informazione Finanziaria), a fronte di una dotazione di personale di circa 150-160 unità, riceve quasi 150.000 segnalazioni all’anno.
I volumi di riciclaggio ammontano al 62-70% sul valore totale delle transazioni segnalate come sospette. Le prime regioni per incidenza del riciclaggio di proventi illeciti sul Pil sono le più popolose e centrali per l’economia italiana: Lombardia e Lazio. E quelle con la presenza più radicata della criminalità organizzata, vale a dire Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.
Nel primo semestre del 2025, l’Unità di Informazione Finanziaria ha registrato un incremento significativo delle Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS), ricevendone 80.930, con un aumento del 15,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’alto volume numerico delle SOS è da attribuire, in gran parte, alla ripresa della propensione segnaletica da parte di banche e Poste, che hanno trasmesso oltre 7.700 segnalazioni in più rispetto al primo semestre del 2024. In parallelo, hanno inciso anche altri comparti: gli operatori del gioco e delle scommesse, i prestatori di servizi di pagamento comunitari e, in modo particolarmente marcato, i prestatori di servizi per cripto-attività, che hanno quasi raddoppiato il numero di segnalazioni rispetto al periodo precedente.
La portata dell’infiltrazione criminale nell’economia italiana con evidenti fini di riciclaggio è “significativa”, evidenzia l’Eurispes. La distribuzione settoriale è “molto ampia”: oltre ai settori tradizionalmente vulnerabili come costruzioni, trasporti, gestione rifiuti e attività immobiliari, la criminalità organizzata è presente in modo significativo in tutti i settori dell’economia, dal manifatturiero ai servizi professionali, dall’informazione e comunicazione alle attività amministrative e di supporto.
Oggi le operazioni ad alta frequenza (HFT) corrispondono all’80% del numero di transazioni e al 50% dei volumi totali sui mercati finanziari globali e presentano, in termini di velocità, una durata media di appena 81 microsecondi. Gli HFT condizionano circa un terzo dell’impatto delle fluttuazioni dei prezzi e, di conseguenza, aumentano il costo della liquidità del mercato di una misura pari al 17%, in media. Oltre ai rischi sistemici (volatilità, potenziale insider trading e aggiotaggio), l’HFT può essere utilizzato come strumento di riciclaggio, grazie alla limitata capacità di controllo degli ordinamenti vigenti.
In Italia, ricorda l’Eurispes, dal 2013 esiste una Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF), ma risulta inadeguata per perimetro applicativo troppo ristretto (esclude obbligazioni, molti derivati e valute), aliquote basse e arco temporale di riferimento limitato a soli 0,5 secondi (lasciando fuori la maggior parte delle operazioni HFT).
Nello studio, infine, sono elencati i 7 punti proposti dall’Eurispes per contrastare i fenomeni di evasione e riciclaggio: utilizzo sempre più massivo dell’Intelligenza artificiale per il contrasto al riciclaggio; monitoraggio delle transazioni nel metaverso e su NFT e criptovalute; controllo specifico sui sistemi di pagamento informali e strategia “follow the money”; voluntary disclosure sui contanti; monitoraggio delle procedure concorsuali; monitoraggio e tassazione delle operazioni di high frequency trading; e, infine, contrasto all’utilizzo dell’IA a fini di deresponsabilizzazione penale.
Lo studio è scaricabile in versione integrale a questo link. (aise)