Il ministro Giuli incontra il direttore generale UNESCO El-Enany

Foto Emanuele A. Minerva © Ministero della Cultura

ROMA\ aise\ - “Il governo italiano considera l’UNESCO un pilastro del sistema multilaterale e uno strumento essenziale per la promozione della pace, della mutua comprensione e dello sviluppo dei popoli. Sosteniamo con determinazione le politiche dell’Organizzazione nel settore culturale, finalizzate alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio degli Stati membri. Questa visione è pienamente coerente con gli obiettivi del Piano Mattei per l’Africa, nel quale la cooperazione culturale è un settore strategico di azione”. Lo ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, al termine dell’incontro con il direttore generale dell’UNESCO, Khaled El-Enany, svoltosi ieri al Collegio Romano.
Nel corso del colloquio le due autorità hanno discusso di numerosi progetti congiunti nei diversi settori di attività dell’UNESCO: dalla salvaguardia dei siti minacciati dai conflitti armati al dialogo interculturale nel Mediterraneo; dalla cooperazione culturale con le nazioni africane alla lotta al traffico illecito di beni culturali. Al centro del colloquio le possibili azioni congiunte per la protezione del patrimonio nelle aree di crisi, tra cui l’Ucraina, il Libano e la Palestina, facendo leva sulle competenze italiane in materia culturale. 
Il ministro Giuli ha assicurato la collaborazione del Ministero della Cultura a sostegno delle iniziative dell’UNESCO volte a promuovere il dialogo e la cooperazione culturale nel Mediterraneo come strumento di pace e di sviluppo condiviso. 
Il ministro ha evidenziato che il primato italiano per siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale, celebrato di recente con l’evento speciale all’Arena di Verona del 5 giugno, è innanzitutto una responsabilità dell’Italia nei confronti della comunità internazionale. Per questo, il Ministero della Cultura, attraverso la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali e in collaborazione con ICCROM, ha realizzato di recente un programma di formazione destinato a dirigenti culturali di diverse Nazioni africane per rafforzarne le competenze nella predisposizione delle candidature al Patrimonio Mondiale, in linea con l’obiettivo dell’UNESCO di azzerare il numero di Stati parte che non hanno nessuno sito riconosciuto come patrimonio dell’Umanità. (aise)