Il ministro Piantedosi al "Migration Summit" di Monaco di Baviera: focus su rimpatri e "modello Albania"

MONACO DI BAVIERA\ aise\ - Linea dura sui rimpatri veloci, nascita di hub extra-UE sul modello italiano in Albania, contrasto all'abuso del diritto d'asilo e maggiore rigore sulle navi delle ONG. Sono i quattro punti su cui si è concentrato l'intervento del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al “Migration Summit”, tenutosi sabato scorso, 26 settembre, a Monaco di Baviera, in Germania, organizzato dall’omologo tedesco Alexander Dobrindt e a cui hanno partecipato i ministri dell’Interno di 18 Paesi europei e il Commissario Ue, Magnus Brunner.
Nel corso dei lavori, il titolare del Viminale ha innanzitutto illustrato lo sforzo sostenuto dall’Italia per la prima attuazione del Patto Migrazione e Asilo, evidenziando la necessità di dotare gli Stati Membri di strumenti ancora più incisivi per rendere efficaci le procedure accelerate di frontiera ed espellere celermente i migranti irregolari. Piantedosi ha poi sollecitato iniziative contro la strumentalizzazione del diritto di protezione, sottolineando come “il diritto d’asilo non può essere utilizzato strumentalmente come leva per entrare illegalmente in Europa”.
Spazio centrale è stato riservato alla proposta di realizzare “return hubs” e centri per i rimpatri al di fuori dello spazio europeo – ricalcando l’esperienza avviata dall’Italia con l’Albania – ritenuti elementi di forte deterrenza contro le partenze illegali. Infine, il ministro ha posto l’accento sulla prevenzione dei viaggi pericolosi in mare mediante una più rigorosa disciplina dell'operato delle ONG nel Mediterraneo, la cui azione “spesso incontrollata, di fatto, molte volte incoraggia i trafficanti e la migrazione irregolare”.
A margine del vertice bavarese, Piantedosi ha avuto una serie di colloqui bilaterali con gli omologhi di Irlanda (attuale presidenza di turno dell’UE), Austria, Grecia, Regno Unito, Svizzera e Lituania (prossima presidenza di turno dell’UE). (aise)