Crans Montana: i familiari delle vittime a Palazzo Chigi

ROMA\ aise\ - Si è tenuto oggi, 15 gennaio, a Palazzo Chigi, l’incontro tra il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il Ministro della giustizia Carlo Nordio, l’Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, rappresentanti dei Ministeri degli esteri, dell’interno, degli affari europei e della Protezione Civile e i familiari delle vittime della tragedia di Crans Montana.
Obiettivo dell’incontro, come annunciato dalla Presidente Giorgia Meloni, e in coerenza con l’indirizzo espresso dal Parlamento, era quello di coordinare una linea comune sul fronte giudiziario, sia in territorio elvetico sia in quello italiano, e a valutare le possibili iniziative da intraprendere.
Come sintetizzato da Mantovano, il Governo intende assicurare una “attenzione continua” alla vicenda, su “tutte le questioni aperte”. Il fatto che la Svizzera non faccia parte dell’Ue, ha aggiunto, rende la cooperazione giudiziaria “meno agevole” e, quindi, più opportuno coordinarsi con le parti in causa.
L’Avvocatura Generale dello Stato, ha confermato, è “già a lavoro per costituirsi parte civile nel procedimento in Svizzera. Sarà così punto di riferimento per Stato e Governo, rispetto a quanti, tra i famigliari delle vittime e dei feriti, intenderanno far valere le loro ragioni. Tutto questo avverrà con l’individuazione di avvocati svizzeri”.
Il Governo, ha aggiunto Mantovano, “intende proporre agli Stati Membri dell’Ue, che come l’Italia hanno visto propri cittadini coinvolti nella tragedia, una sorta di coordinamento per affiancare l’autorità giudiziaria elvetica, nel rispetto del diritto della Confederazione, ma in coerenza anche con le esigenze e i diritti dei cittadini coinvolti, utilizzando gli strumenti europei disponibili, a partire da Eurojust”.
Infine, l’Italia “chiederà alla Commissione europea di costituirsi parte civile. Esistono fior di precedenti”, anche se “quasi tutti a difesa degli interessi finanziari ed economici dell’Ue”, ha riportato Mantovano. “Ma se l’Europa ha senso, e lo ha, anche in termini di cooperazione giudiziaria, in questo caso ci sono interessi di carattere finanziario ed economici, visto che l’Italia sta sostenendo delle spese”, ma anche “qualcosa di più importante e significativo, che non può non trovare una sede rappresentativa anche da parte della Commissione”. (aise)