Abitare le fratture: Walter Mariotti all’IIC di Tokyo per l’Italian Design Day 2026

TOKYO\ aise\ - Direttore Editoriale di Domus, una delle riviste più importanti e significative della storia occidentale del design e dell’architettura, Walter Mariotti lunedì prossimo, 26 gennaio, sarà a Tokyo in occasione dell’Italian Design Day 2026. “Abitare le fratture. Rigenerare la bellezza imperfetta del mondo” il tema della conferenza che terrà all’Istituto Italiano di Cultura a partire dalle 18.30.
In questa occasione, Mariotti accompagnerà i presenti in un percorso che parte da una visione riconducibile alla Gestell heideggeriana, dove la tecnica riduce il mondo a risorsa disponibile, gli spazi urbani a contenitori funzionali, gli oggetti a merce usa-e-getta e le idee a prodotti intellettuali, per poi confrontarsi con Giuseppe Tucci, Fosco Maraini ed esponenti della sapienza estetica giapponese come Kawabata Yasunari, Oe Kenzaburo, Mishima Yukio, Murakami Haruki attraverso la metafora del kintsugi, l’arte di riparare le ceramiche rotte con lacca mescolata a polvere d’oro. Dove la cultura occidentale vede nella rottura uno scarto, il kintsugi riconosce un’opportunità: la frattura non viene nascosta ma valorizzata, trasformata in elemento di bellezza unica e irripetibile.
Un approccio che rivela un collegamento con l’invito heideggeriano ad “abitare poeticamente” il mondo, dove abitare non significa semplicemente occupare uno spazio, ma prendersi cura dell’essere delle cose: ecco il RE-DESIGN, la rigenerazione che onora la storia, le imperfezioni e i segni del tempo. Come nel concetto di wabi-sabi la bellezza risiede nell’imperfezione, gli spazi urbani degradati possono rigenerarsi valorizzando le stratificazioni storiche, gli oggetti usurati acquistano nuova dignità nella riparazione consapevole, le idee apparentemente obsolete vengono rigenerate in sintesi creative.
Il principio giapponese del mottainai, il rispetto per le cose che si esprime nel rammarico per lo spreco, si intreccia con questo concetto: rigenerare significa riconoscere il valore di ciò che esiste, resistendo alla logica del consumo e della sostituzione perpetua. Il redesign, nella sua accezione etica ed estetica ci offre strumenti concettuali e pratici per abitare diversamente il nostro tempo, non negando le fratture dell’epoca contemporanea, ma trasformandole in opportunità di bellezza autentica e sostenibile.
La conferenza - in italiano con traduzione simultanea in giapponese – è organizzata dall’Ambasciata d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo. (aise)