Principia: all’IIC di Bruxelles la mostra di opere pittoriche di Michelangelo Della Morte

BRUXELLES\ aise\ - Verrà inaugurata questa sera alle 19.00, nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, “Principia”, mostra delle opere di Michelangelo Della Morte, che rimarrà aperta al pubblico fino al 24 febbraio.
Presente alla inaugurazione anche l’artista.
Curata da Melania Fusaro e Federica Guida, la mostra è organizzata in collaborazione con il Comites di Bruxelles, Brabante e Fiandre nel quadro della VII edizione del Grand Bal d’Italie, evento di chiusura delle celebrazioni a Bruxelles per il 2500° anniversario della fondazione della città di Napoli. Il progetto è sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Michelangelo Della Morte, artista napoletano formatosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli e attivamente presente nella scena artistica della città, rappresenta l’arte italiana in occasione del prestigioso Grand Bal d’Italie, un contesto in cui si celebra l’eccellenza culturale nazionale e internazionale. La sua opera, intrisa di chiaroscuro e tensione drammatica, costituisce un continuum della grande stagione caravaggesca e rappresenta una delle più significative espressioni della figurazione italiana contemporanea. È proprio a Napoli che Della Morte trova i primi riconoscimenti significativi: la sua Pietà è collocata nella chiesa cinquecentesca di Santa Maria di Portosalvo – sotto la direzione di Federica Guida – luogo che ospita convegni e momenti ufficiali di alto profilo. L’opera, situata alle spalle dell’area destinata agli interventi pubblici, assume un ruolo di forte risonanza simbolica e mediatica, consolidando la presenza dell’artista nella vita culturale e istituzionale della città.
Il titolo della mostra, “Principia”, si ispira ai Philosophiae Naturalis Principia Mathematica di Isaac Newton, pubblicati nel 1687, mostrando come fenomeni diversi rispondano a principi comuni, a leggi universali e misurabili. Nei Principia, osservare i fenomeni, riconoscerne le regolarità e dimostrare che dietro la varietà del reale esiste una struttura intelligibile diventa cardine del metodo scientifico: l’idea che la realtà, pur nella sua complessità, possa essere compresa attraverso principi condivisi. È la convinzione che dietro ciò che appare frammentato esista un ordine, una trama coerente capace di tenere insieme le parti. Questa nozione di ordine appartiene alla storia della scienza, ma trova un’eco anche nella sensibilità del Barocco: quella tensione verso l’unità nel molteplice, quel desiderio di ricondurre l’instabilità del mondo a un ordine più alto, tipico di un’epoca attraversata da contrasti, chiaroscuri, slanci metafisici. Fra scienza, mistica e arte, il Barocco ha cercato incessantemente un principio capace di tenere insieme luce e ombra, materia e spirito, finito e infinito: questa intuizione diventa la soglia della ricerca di Michelangelo Della Morte, pittore di formazione caravaggesca che indaga la luce come forza generativa, capace di costruire lo spazio e rivelare la presenza dell’uomo. Le sue figure, sospese tra corpo e simbolo, tendono verso una dimensione in cui il visibile incontra ciò che lo trascende. Il racconto della dualità – maschile e femminile, luce e tenebra, materia e spirito – si apre verso un principio unificatore che l’artista cerca di intercettare. (aise)