Viaggio alle origini della ceramica italiana all’IIC di Madrid

MADRID\ aise\ - L'Istituto Italiano di Cultura di Madrid ospita dal 13 ottobre al 14 novembre 2026 un progetto espositivo promosso dall'Associazione italiana Città della Ceramica (AiCC) e curato da Viola Emaldi. Nella prestigiosa sede di Palacio de Abrantes, all'interno dello Spazio Dante, viene presentata la mostra "Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana", ideata come viaggio collaterale e complementare in concomitanza con la rassegna "La Grande Opera ceramica", curata dal direttore artistico del programma complessivo Enzo Biffi Gentili.
L'iniziativa si inserisce nelle linee programmatiche dell'IIC di Madrid per la promozione internazionale della qualità progettuale italiana. Se la mostra principale propone un'interpretazione alchemica della ceramica tra Novecento e contemporaneità – attraverso opere di maestri quali Edgardo Abbozzo, Chiara Berta, Ugo Marano, Bertozzi&Casoni, Carlo Previtali, Paolo Schmidlin, Riccardo Monachesi, Maurizio Tittarelli Rubboli e dello spagnolo Arturo Mora come ospite d'onore –, "Grand Tour" sceglie come chiave di lettura la celebre frase di Antoni Gaudí: "L'originalità consiste nel tornare all'Origine". Anfore, brocche, fiasche, olle, pignatte, grolle e recipienti per il cibo raccontano una cultura materiale diffusa dal Piemonte alla Sicilia, fino alla Sardegna e alla Liguria.
Il percorso espositivo affianca a una selezione di manufatti della tradizione le reinterpretazioni storiche e contemporanee firmate da Franco Bucci, Rosanna Bianchi Piccoli, Ignazio Casu, Nedda Guidi, Aldo Londi, Melkiorre Melis, Franco Pozzi, Alessio Tasca e Carlo Zauli. A queste si aggiungono le produzioni di storiche manifatture quali Ceramiche Bitossi, Rometti, Bottega Gatti 1928 e Manifattura Ceramica Mazzotti di Albissola, affiancate dai laboratori Atelier Solelò, Amaaro, Arago Design, Claudi Carpenito, Pantoù, Walter Usai, Nicola Boccini, Nicola Renzi, Bhumi Design, e dalle rielaborazioni scultoree di Tonino Negri, Pol Polloniato, Francesco Ardini, Sandra Baruzzi, Karin Putsch-Grassi, oltre a un omaggio-oltraggio a Pablo Picasso firmato da Eduardo Alamaro.
"Portare Grand Tour nella prestigiosa sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid rappresenta un importante passo nel percorso di valorizzazione e internazionalizzazione della ceramica italiana, attraverso una nuova chiave curatoriale: non più soltanto una geografia delle diverse eccellenze territoriali, ma un racconto culturale unitario che mette in relazione identità, saper fare e capacità di innovare", dichiara Nadia Carboni, Direttrice dell'AiCC.
Massimo Isola, Presidente di AiCC e Sindaco di Faenza, sottolinea come "la mostra parte dalle forme primarie della ceramica d’uso per compiere un’operazione profondamente contemporanea: mostrare come un archetipo non appartenga soltanto al passato, ma continui a essere interrogato, trasformato e reinventato. Portare questo racconto in un contesto internazionale significa restituire alla ceramica italiana tutta la sua forza culturale e la sua sorprendente contemporaneità".
Per Enzo Biffi Gentili, "AiCC dimostra raro coraggio intellettuale nel promuovere un’esposizione sul tema degli archetipi ceramici, interpretabili citando due archetipi fittili primari: l’urna e il mattone, simboli di fine e ricostruzione in altre forme. In casi come questo, la Tradizione è rivoluzione".
"Come ha intuito Harold Rosenberg, anche il Nuovo, quando nasce da una ricerca libera e da una moralità intellettuale indipendente, finisce per costruire una propria tradizione", evidenzia la curatrice Viola Emaldi. "Anfore, brocche, fiasche, olle e recipienti della cultura popolare italiana diventano così archetipi aperti, forme elementari attraverso le quali il contemporaneo può ancora interrogarsi, sperimentare e inventare". (aise)