Nascere figli, crescere genitori: a Rimini gli Stati generali dell’infanzia e dell’adolescenza

BOLOGNA\ aise\ - Educazione, adolescenza, servizi per l’infanzia, pari opportunità, lavoro femminile, salute, welfare di prossimità, trasformazioni sociali e nuove forme della genitorialità. Questi i grandi temi che verranno trattati durante la II edizione degli Stati generali dell’infanzia, dell’adolescenza promossa da Regione Emilia-Romagna in programma a Rimini dal 10 al 12 giugno. Tema centrale del laboratorio permanente promosso dalla Regione, la natalità come responsabilità collettiva e scelta politica, culturale e sociale decisiva per il futuro della regione e del Paese.
Il programma della nuova edizione dal titolo "Generare: nascere figli, crescere genitori", è stato presentato nei giorni scorsi a Bologna, nel corso di una conferenza stampa, dall’assessora a Scuola, Welfare e Politiche per l’infanzia Isabella Conti.
I grandi temi che attraversano la vita delle famiglie saranno affrontati nel format di tre giorni, con incontri, dialoghi, lectio magistralis e dibattiti che coinvolgeranno alcune tra le voci più autorevoli del panorama italiano e internazionale: da Concita De Gregorio a Chiara Saraceno, dalla lectio magistralis dello psicoterapeuta Matteo Lancini agli interventi del demografo Alessandro Rosina, fino al contributo internazionale dell’antropologa Sarah Blaffer Hrdy dell’Università della California che interverranno insieme a professionisti, educatori ed operatori che ogni giorno lavorano a fianco di famiglie, bambini e adolescenti, rappresentanti istituzionali e decisori pubblici.
“Il tema affrontato nell’edizione di quest’anno nasce dalla convinzione che parlare di infanzia significa parlare di futuro - ha spiegato Isabella Conti -. Abbiamo scelto un titolo che ha una direzione politica precisa: parlare di natalità non è qualcosa di astratto, ma qualcosa che incide sulla qualità della vita delle persone, sulle possibilità concrete che diamo ai giovani di costruire una famiglia e di crescere dei figli senza sentirsi soli. Oggi non basta interrogarsi sul calo delle nascite, bisogna chiedersi che tipo di società stiamo costruendo attorno alle bambine e ai bambini, alle madri, ai padri, alle famiglie. Questa edizione degli Stati Generali si collega direttamente al percorso della nuova legge regionale che stiamo costruendo sul sostegno alla natalità, all’infanzia e alla genitorialità ascoltando esperti, amministratori, servizi, scuole, operatori, famiglie e ragazze e ragazzi. Non una legge simbolica, ma un intervento capace di mettere insieme welfare, servizi educativi, conciliazione vita-lavoro, salute, scuola e comunità”.
“Anche il programma della tre giorni è stato costruito con questa idea - ha aggiunto l'Assessora -: non affrontare i temi in modo ideologico o astratto, ma partendo dalla vita concreta delle persone. Gli ospiti, molto diversi tra loro per professionalità e tipo di approccio, consentiranno di restituire un ampio sguardo multidisciplinare. L’idea che attraversa tutti gli interventi è che una bambina o un bambino non crescono da soli, ma dentro relazioni, servizi, scuole, città, famiglie e comunità. E allora anche le politiche pubbliche devono imparare ad accompagnarli, sostenerli, per creare fiducia”.
La Regione arriva a questo appuntamento forte di un riconoscimento significativo: il primo posto nella classifica nazionale delle regioni più “mother friendly” del Rapporto “Le Equilibriste - La maternità in Italia 2026”, realizzato da Save the Children in collaborazione con Istat.
“Un riconoscimento che ci rende orgogliosi perché racconta un lavoro profondo, coerente e condiviso che abbiamo portato avanti negli anni - ha concluso l’assessora regionale -, ma che non vuole nascondere le difficoltà quotidiane delle famiglie che ancora resistono anche qui, in Emilia-Romagna. Viviamo in una società attraversata da cambiamenti rapidissimi che rischiano di far percepire la genitorialità come una corsa a ostacoli, schiacciata tra precarietà lavorativa, carichi familiari squilibrati e paura di dover rinunciare a parti di sé. Difendere la maternità, sostenere i genitori, investire nell’infanzia, occuparsi dei disagi dell’adolescenza e delle sfide delle nuove generazioni significa anche decidere quale società vogliamo essere domani. Ed è una società che vogliamo costruire insieme alle persone e ai territori, trovando risposte ai nuovi bisogni e alle nuove esigenze”. (aise)