Terra Madre: ieri a Torino l’inaugurazione con il presidente Mattarella

TORINO\ aise\ - “La biodiversità è un patrimonio gigantesco che protegge la salute umana, connota l'ambiente e la nostra vita. È un patrimonio che ci interpella: la molteplicità genetica ha permesso al genere umano di svilupparsi nei millenni. Senza responsabilità, senza cura di questa ricchezza, l’uomo può comprimerla fino a distruggerla, e a distruggersi. La biodiversità è sfida cruciale per il futuro”. Con queste parole, pronunciate durante la cerimonia di inaugurazione di Terra Madre Salone del Gusto 2026, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha aperto ieri, 24 settembre, la 16esima edizione dell’evento internazionale più importante dedicato al cibo e alle politiche agricole organizzato da Slow Food nel centro di Torino fino a domenica 27 settembre. Presente alla cerimonia anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
“Carlo Petrini – ha aggiunto il Presidente – l’ha descritta molto bene come “la chiave della nostra sopravvivenza”. È una responsabilità per la quale si deve operare sia dalla base, attraverso la partecipazione popolare, sia dal vertice delle istituzioni nazionali e sovranazionali. Se oggi pure tacciono molti di coloro che fino a ieri irridevano l’allarme per i cambiamenti in atto, il declino si presenta ugualmente inarrestabile in assenza di urgenti iniziative. Arcigola, Slow Food, Salone del Gusto, Terra Madre sono altrettante pagine di un libro che ha saputo unire tradizione e creatività, come rispetto, conoscenza, riscoperta e attualizzazione delle radici. Il futuro non può, non deve essere azzerato da un presente che si faccia onnivoro. Siamo quindi chiamati, coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi, gastronomi, consumatori, a una grande alleanza, a una comunità del cibo che, insieme, ci veda impegnati per la pace tra i popoli. Alla terra occorre voler bene. È un modo per voler bene a noi stessi e a chi verrà dopo di noi. L’agricoltura è un comparto chiave, va sviluppata e difesa. Ne va, ed è persino ovvio nella sua semplicità, del futuro del genere umano. Auguri a Terra Madre Salone del Gusto: saranno giorni di incontro, di conoscenza, di riflessione per tante persone”, ha concluso il Capo dello Stato. “Un’occasione per seminare ancora. Chi conosce la terra sa bene che non bisogna mai smettere di seminare, anche nei momenti difficili”.
L’edizione 2026, come evidenziato nel titolo della manifestazione Biodiversity - Be diversity, quest’anno celebra in modo particolare e in tutte le sue forme la biodiversità, tema su cui Slow Food lavora da quarant’anni: non solo come diversità agricola di varietà vegetali e razze animali, ma anche come ricchezza sociale e culturale.
“Anche se vi accuseranno di essere sognatori o ingenui, siate e coltivate la diversità: perché significa credere in un’altra idea di mondo, un mondo nel quale il cibo buono, pulito e giusto è un diritto di tutte e tutti. Un mondo nel quale l’acqua, la terra, l’aria, le piante e gli animali, cioè le basi biologiche della vita, sono sacre e come tali rispettate”, ha affermato la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini. “Siate e coltivate diversità – ha aggiunto Nappini – perché vi condurrà a costruire dove c’è distruzione, ristabilire equilibrio dove c’è iniquità, portare il bello e il buono dove ci sono brutture, e sfamerà la vostra fame di giustizia e di pace”.
Poi, rivolgendosi ai 1500 delegati di Terra Madre arrivati a Torino da 120 Paesi e parlando, per loro tramite, ai milioni di contadini, pastori, pescatori, cuochi, artigiani che in ogni angolo del pianeta lavorano avendo cura della terra, ha aggiunto: “voi siete già la transizione agroecologica che agisce dal basso, la state traducendo in esperienze concrete e collettive, voi siete già un’altra idea di mondo nella quale ci riconosciamo parte del vivente e in cui produrre il cibo quotidiano significa avere cura di Madre Terra e non distruggerla”.
L’edizione 2026 di Terra Madre Salone del Gusto è la prima senza la presenza del fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, scomparso a maggio. “Carlo aveva un dono raro: sapeva far sentire una persona proveniente da una piccola comunità rurale come se la sua voce fosse importante nel plasmare il futuro del mondo – lo ha ricordato il presidente dell’associazione della Chiocciola, Edward Mukiibi, che lo conobbe nel 2008 quando arrivò a Torino come delegato di Terra Madre dall’Uganda. “Ci ha insegnato che ogni comunità, per quanto piccola o remota, custodisce conoscenze che il mondo non può permettersi di perdere. Oggi siamo qui perché il mondo ha bisogno della nostra voce e delle nostre azioni collettive, siamo qui per rifiutare la fame, l'ingiustizia, i nazionalismi, la guerra e la distruzione della biodiversità, fondamento della nostra vita. E soprattutto siamo qui perché crediamo che il cibo possa essere una forza di trasformazione. Il futuro che vogliamo sarà realtà quando le persone si riapproprieranno del potere di produrre cibo, proteggere i semi, condividere conoscenze e prendersi cura della biodiversità”.
Anche Re Carlo d’Inghilterra, in un messaggio letto dall’ambasciatore del Regno Unito in Italia, Stephen Hickey, ha ricordato il fondatore di Slow Food.
Alla cerimonia di apertura sono intervenuti anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo.
Prima della cerimonia inaugurale, Barbara Nappini ed Edward Mukiibi hanno incontrato il presidente Mattarella cui hanno consegnato gli Atlanti dell’Arca del Gusto, l’ultimo visionario progetto del fondatore Carlo Petrini, il cui sogno era proprio quello di donarli al presidente della Repubblica. Composto da 18 volumi illustrati, organizzati su base regionale e geografica, racchiude varietà vegetali, razze animali, pani, formaggi, salumi, dolci a rischio estinzione: 1450 prodotti da salvare che rappresentano, per dirla con le parole del fondatore di Slow Food Carlo Petrini “semi di futuro, possibilità per costruire un mondo migliore”.
Mukiibi, inoltre, ha consegnato al presidente, a nome della rete globale della Chiocciola, una lettera che raccoglie le speranze, le preoccupazioni e le aspirazioni di milioni di persone che credono in un cibo buono, pulito e giusto per tutti.
Durante la cerimonia inaugurale sono intervenuti quattro delegati di Terra Madre, in rappresentanza di tutta la rete internazionale di Slow Food: Ireri Elisa Origel Rodriguez dal Messico, Mohamed Abdikadir Somo dalla Somalia, Xu Kung-Lien da Taiwan, e Yuliia Pitenko dall’Ucraina. (aise)