Al Mudac di Carrara Stefano Cerio con “The Redemption of Nature”

CARRARA\ aise\ - Ha aperto al pubblico sabato 12 settembre al mudaC museo delle arti Carrara la mostra “The Redemption of Nature” di Stefano Cerio, artista che lavora con fotografia e video, le cui opere sono state esposte nei più importanti musei italiani e internazionali. Curata dalla storica dell’arte Angela Madesani, sarà aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2027. 
L’esposizione sarà accompagnata da un libro pubblicato da Quodlibet. Il progetto è stato aggiudicato dal Comune di Carrara ed è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
“The Redemption of Nature” nasce da una ricerca inedita condotta da Stefano Cerio sui territori del Mediterraneo segnati dai grandi incendi degli ultimi anni. Tra Pantelleria, la Riserva dello Zingaro e Monte Cofano in Sicilia, e la zona del Montiferru nell’oristanese in Sardegna, l'artista ha seguito nel tempo le tracce lasciate dal fuoco concentrando il proprio sguardo non tanto sulla distruzione, quanto sulla capacità della natura di rigenerarsi e di riconquistare lentamente i propri spazi, documentando il fenomeno della successione ecologica.
La mostra al mudaC presenta dodici fotografie di grande formato e un'opera video. Le immagini restituiscono paesaggi sospesi e silenziosi, dove i segni della combustione convivono con i primi indizi della rinascita: tronchi anneriti dai quali riaffiorano nuovi germogli, palme carbonizzate che tornano a vegetare, arbusti e fichi d'India che ricominciano a crescere, formazioni micologiche che si sviluppano sugli ulivi bruciati. Più che documentare la catastrofe, Cerio osserva il momento in cui la natura torna a manifestare la propria forza vitale.
Come già nei precedenti cicli Aquila e Brenva, anche in questo progetto l'artista interviene sul paesaggio con un gesto dal forte valore simbolico. A Pantelleria utilizza il Phos-Chek, il ritardante antincendio impiegato per rallentare l'avanzata delle fiamme, estendendone digitalmente il caratteristico colore rosso e trasformandolo in un elemento visivo che attraversa il paesaggio. L'azione introduce una dimensione sospesa e straniante che si inserisce nel dialogo tra artificio e natura, da sempre al centro della sua ricerca.
Completa la mostra un video realizzato con riprese aeree tramite drone. I colori sono abbassati fino a sfiorare il monocromo e il paesaggio appare attraversato soltanto dal suono del vento. Anche qui, al senso della perdita e della devastazione si accompagna quello di una lenta e ostinata rinascita.
Figura tra le più originali della fotografia contemporanea italiana, Stefano Cerio sviluppa da oltre quindici anni una ricerca al confine tra documento e costruzione visionaria. Dai luna park e acquapark di Night Games, alle installazioni gonfiabili di Aquila, fino al ghiacciaio della Brenva, i suoi lavori riflettono sulle trasformazioni del paesaggio e sulle conseguenze dell'intervento umano. In The Redemption of Nature il tempo sospeso che caratterizza da sempre le sue immagini lascia spazio al tempo lento e inesorabile della natura, alla sua capacità di resistere e ricominciare.
Stefano Cerio (Roma, 1962) vive e lavora tra Roma e Parigi. Dal 2001 lavora nell’ambito della fotografia di ricerca e del video, sviluppando un’indagine sui luoghi del divertimento, del turismo e della rappresentazione collettiva, spesso privati della presenza umana. Nel corso della sua carriera ha esposto in numerosi musei, fondazioni e gallerie in Italia e all’estero. Tra le sedi che hanno presentato il suo lavoro: MAXXI di Roma e MAXXI L’Aquila, Fondazione Forma a Milano, Museo MADRE, Museo Pignatelli e Studio Trisorio (Napoli), CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia e Noire gallery (Torino), Pron galerie e l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Nrw di Dusseldorf e Palazzo Collicola a Spoleto. I suoi progetti sono stati pubblicati da importanti editori, tra cui Quodlibet, Contrasto e Hatje Cantz. (aise)