Danh Vo alla Fondazione Nicola Del Roscio di Roma

ROMA\ aise\ - In occasione dell’apertura al pubblico, il 20 marzo, la Fondazione Nicola Del Roscio ha inaugurato una mostra di Danh Vo, una delle voci più influenti dell’arte contemporanea.
Il progetto nasce da un’idea di Diego Cassina di mettere in dialogo l’artista, che da tempo ha integrato e sviluppato nella propria pratica la passione per il regno vegetale, con Nicola Del Roscio, presidente di una fondazione d’arte le cui radici affondano anche nella botanica, avviando così una conversazione che trova nelle piante un comune denominatore condiviso.
La pratica di Danh Vo si sviluppa attraverso installazioni, sculture e interventi site-specific che intrecciano storia personale e collettiva. Negli ultimi anni il rapporto di Vo con le piante si è evoluto grazie a una duplice influenza: i giardini fioriti della sua fattoria Güldenhof, a nord di Berlino, e il legame con una famiglia vietnamita-tedesca che gestisce un negozio di fiori sotto il suo appartamento in città. Queste relazioni hanno offerto a Vo una prospettiva sulle piante che va dai fiori cresciuti spontaneamente nei suoi giardini ai “recisi” coltivati con cura per la vendita commerciale nel negozio. Più che semplici elementi decorativi, Vo considera i fiori presenze viventi cariche di storie, memoria e cultura. Un fiore può evocare amore, partecipazione o premura, ma anche testimoniare la fredda circolazione delle merci e il DNA coltivato del colonialismo. Le piante vengono integrate nei progetti espositivi di Vo, diventando organismi attivi capaci di instaurare una relazione intima con il pubblico.
Nel corso degli anni Nicola Del Roscio ha coltivato un profondo legame con la botanica, divenuta parte integrante della sua visione del mondo e del suo rapporto con l’arte. A Gaeta, Del Roscio ha creato un parco botanico particolarmente noto per una significativa collezione di palme — specie vegetali ricche di riferimenti simbolici, storici e geografici. I semi delle palme, spesso rare, sono stati raccolti da Del Roscio durante i suoi viaggi nel mondo legati a diversi progetti culturali. Come nel lavoro di Vo, anche qui le piante assumono un registro biografico e sociale, pur aprendosi a una dimensione più ampia. La natura è implicata, forse persino compromessa, e tuttavia tende verso l’universale. Il parco è uno spazio di pensiero, in cui il tempo lento della crescita vegetale si intreccia con una riflessione più ampia sulla cura e sulla memoria.
La mostra alla Fondazione Nicola Del Roscio nasce dunque da affinità elettive tra artista e botanico. La natura è una presenza che attraversa le opere, lo spazio espositivo e la visione curatoriale. Offre al pubblico una riflessione stratificata sulla vita, sul tempo e sulla responsabilità nei confronti del mondo naturale.
Nato nel 1975 a Bà Rja, in Vietnam, e cresciuto in Danimarca, Danh Vo vive e lavora tra Berlino e Güldenhof, in Germania. Si è laureato alla Royal Danish Academy of Fine Arts di Copenaghen (2002) e alla Städelschule di Francoforte (2005) e la sua ricerca ha una significativa influenza sul dibattito artistico contemporaneo.
Numerose le sue mostre in spazi pubblici e privati di tutto il mondo: dallo Stedelijk Museum Amsterdam alla Fondazione Querini Stampalia Venezia, dalla National Gallery di Osaka alla South London Gallery di Londra, dal Guggenheim Museum di New York alla National Gallery di Singapore, Musée de l'Art Moderne di Parigi all’Art Institute di Chicago; e ancora Hong Kong, Città del Messico, Bordeaux, Copenhagen, Madrid, Pechino, Roma, Kassel e Basilea.
Il suo lavoro è stato inoltre incluso in mostre collettive presso altrettante istituzioni quali, fra le altre, Pinault Collection Paris, Triennale di Milano, Hammer Museum di Los Angeles, Art Gallery of South Australia, Barbican Centre di Londra e Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino (2011).
La sua mostra alla Fondazione Nicola Del Roscio di Roma sarà visitabile sino al 17 luglio. (aise)