Milano celebra i Macchiaioli: viaggio verso la modernità a Palazzo Reale

MILANO\ aise\ - Dal 3 febbraio al 14 giugno la mostra “I Macchiaioli” porta a Milano per la prima volta una grande retrospettiva dedicata al movimento che rivoluzionò la pittura italiana dell’Ottocento.
Con oltre cento opere esposte, il progetto espositivo rappresenta un momento di recupero, riflessione e valorizzazione di un frammento fondamentale di storia dell’arte che ha costruito le comuni radici culturali del nostro Paese, attraverso una nuova e più approfondita lettura dell’esaltante esperienza dei Macchiaioli.
Promossa dal Comune di Milano, prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Civita Mostre e Musei, la mostra, aperta al pubblico a partire dal 3 febbraio 2026, conta come istituzione partner l’Istituto Matteucci di Viareggio e vede coinvolti come prestatori i più importanti musei italiani che custodiscono le opere dei Macchiaioli, come il Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno, l’Accademia di Belle Arti e la Pinacoteca di Brera, le Gallerie degli Uffizi e Palazzo Pitti, il Museo del Risorgimento e la Galleria di Arte Moderna di Milano, la Galleria civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino, nonché numerose collezioni private.
Attraverso nove sezioni, il percorso ricostruisce la breve ma intensa esperienza dei Macchiaioli, raccontando l’esperimento “nazionale”, o il progetto risorgimentale di pittori colti che si riconobbero tanto nelle idee di Mazzini che nelle istanze del Positivismo venute dalla Francia e che combatterono con passione per cambiare la società attraverso la loro arte, in un momento storico favorevole come fu quello dell’unificazione italiana. Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Telemaco Signorini, Giuseppe Abbati e Raffaello Sernesi… grazie alle loro opere più significative emergono lungo il percorso espositivo le singole personalità di questi giovani pittori, in cui il culto della ragione si tradusse in quello del vero, e sotto questa insegna combatterono con determinazione per ricollegare l’arte alla realtà, alla vita.
In un percorso espositivo di grande intensità emotiva, il visitatore è accompagnato tra paesaggi vibranti, scene di vita quotidiana e ritratti carichi di umanità, dove la pittura “di macchia” rompe consapevolmente gli schemi accademici per restituire una visione immediata, sincera e profondamente moderna del mondo. I Macchiaioli, riuniti a metà Ottocento attorno al celebre Caffè Michelangiolo di Firenze, furono tra i primi in Europa a dipingere en plein air, catturando la realtà così come appariva all’occhio, fatta di contrasti di luce e ombra, di atmosfere fugaci e di emozioni autentiche, anticipando di fatto molte intuizioni dell’Impressionismo francese.
Le opere di Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini raccontano un’Italia in piena trasformazione, segnata dal Risorgimento, dai cambiamenti sociali e dalla nascita di una nuova coscienza nazionale. Nei dipinti di Fattori, la vita militare e contadina assume una forza epica e silenziosa, lontana da ogni retorica; nei lavori di Lega, la dimensione domestica e familiare diventa poesia intima, fatta di gesti semplici e luce naturale; mentre Signorini, spirito inquieto e sperimentatore, porta sulla tela scene urbane, periferie e luoghi “scomodi”, offrendo uno sguardo sorprendentemente attuale sulla realtà.
Curiosamente, il termine “Macchiaioli” nacque come appellativo dispregiativo sulle pagine della critica dell’epoca, ma fu poi rivendicato con orgoglio dagli stessi artisti, trasformandosi nel simbolo di una rivoluzione pittorica fondata sulla libertà espressiva e sull’osservazione diretta del vero. In mostra, la luce diventa protagonista assoluta, modellando le forme senza disegno preliminare e restituendo la sensazione di un istante colto al volo: la realtà si fa emozione, il quotidiano diventa straordinario e la tela si trasforma in racconto vivo, capace di parlare ancora oggi allo sguardo contemporaneo.
La mostra rientra nel programma culturale dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026 e conta come istituzione partner l’Istituto Matteucci di Viareggio. (aise)