“Where Do We End”: gli artisti Bardi, Bellomo, Vesprini, Maggini e Montinaro a Sofia

SOFIA\ aise\ - Si è aperta oggi, 31 marzo, presso il Bobbina Cultural Space di Sofia la mostra "Where Do We End" degli artisti Guglielmo Maggini, Ilaria Bellomo, Erica Bardi, Lorenzo Montinaro e Federica Vesprini.
La mostra collettiva, in programma sino al 9 aprile, è organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Sofia in collaborazione con lo Spazio Culturale Bobbina, la Camera di Commercio italiana in Bulgaria e la Fondazione Bulgara-Tedesca.
Curata da Lorenzo Ilari e Ludovica Cancellieri, la mostra riflette sul concetto di soglia come spazio di trasformazione e relazione, interrogando il confine tra individuo e mondo, tra identità personale e dimensione collettiva.
Ispirandosi al pensiero filosofico antico e contemporaneo, da Eraclito a Maurice Merleau-Ponty e Jean-Luc Nancy, il progetto esplora l’idea dell’identità come processo in continuo divenire, in cui la fine e l’inizio coincidono e il sé si definisce sempre in relazione all’altro.
La scelta di Sofia, città-soglia tra Est e Ovest e luogo stratificato di memorie storiche e culturali, rafforza il tema della mostra e diventa così un punto di incontro e di risonanza per pratiche artistiche che mettono in discussione confini geografici, culturali e personali.
In un presente segnato da identità fluide e da confini sempre più instabili la mostra Where Do We End invita il pubblico a interrogarsi su una domanda essenziale: dove finiscono i confini e dove finiamo noi?
Gli artisti
Erica Bardi, fotografa, esplora lo spazio sottile tra presenza e assenza: le sue immagini fluttuano, emergono e si dissolvono. Osservarle significa confrontarsi con il culmine dell’incertezza: cosa significa essere visti? Cosa significa che qualcosa rimanga invisibile all’occhio, ma non al respiro? Qui, la soglia è il tempo, un vuoto che vibra.
Ilaria Bellomo, scultrice e ricercatrice indipendente, attraverso pratiche multidisciplinari, tra cui tessitura, poesia visiva e installazioni, concepisce l’arte come un medium tra la materia e l’invisibile, esplorando mondi sottili attraverso un dialogo non antropocentrico e in connessione con archetipi e antichi saperi femminili.
Federica Vesprini, pittrice, diplomata in Arti Visive presso la NABA di Milano, ha completato gli studi magistrali all’Accademia di Venezia, conseguendo il diploma magistrale in pittura con una tesi sulla figura dell’antieroe contemporaneo. La sua ricerca pittorica indaga temi come lo straniamento, l’identità e il ricordo, in relazione alle dinamiche sociali contemporanee.
Guglielmo Maggini, scultore, si colloca al confine tra installazione e scultura. Utilizza materiali naturali come argilla e materiali sintetici come gomme e resine; il mondo dei polimeri plastici si fonde in un’esplorazione sensibile del rapporto tra vita e morte, un viaggio tra memoria storica e personale.
Lorenzo Montinaro, scultore, vive e lavora tra Milano e Taranto. È diplomato in Educazione e Comunicazione Artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e laureato in Arti Visive presso l’Università IUAV di Venezia.  Il suo lavoro riflette un approccio concettuale alla scultura e allo spazio. (aise)