Arandora Star: alla Camera la proposta di legge per istituire la Giornata nazionale

ROMA\ aise\ - È iniziata ieri nell’Aula di Montecitorio la discussione della proposta di legge “Istituzione della Giornata nazionale in memoria di 446 italiani internati e deportati dal Regno Unito per causa di guerra, periti nel naufragio del piroscafo britannico Arandora Star, silurato da un'unità della Marina tedesca nell'Oceano Atlantico il 2 luglio 1940” presentata da Fratelli d’Italia. La giornata dovrebbe essere celebrata l'11 ottobre di ogni anno, data del decesso di Rando Bertoia, l'ultimo sopravvissuto alla tragedia.
Relatrice in assemblea, Deborah Bergamini (FdI) – alla presenza della sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro – ha illustrato il testo ai colleghi richiamando quanto accaduto 86 anni fa: “il 2 luglio 1940, pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra dell'Italia al Regno Unito, l'Arandora Star, un piroscafo britannico carico di internati italiani ed austriaci destinati ad essere deportati fino in Canada, affondava, dopo essere stato silurato al largo delle coste irlandesi da un sommergibile tedesco. Il siluramento fu fatale, causando la morte per affogamento di quasi 900 persone, tra cui 446 italiani provenienti da varie parti del nostro Paese - moltissimi dall'appennino tosco-romagnolo, moltissimi dalla Garfagnana, dalla Lunigiana - e residenti nel Regno Unito. I nostri connazionali erano stati dichiarati indesiderati o pericolosi dopo l'entrata in guerra dell'Italia. In realtà si trattava, per la maggior parte dei casi, di persone che erano da decenni residenti nel Regno Unito, alcuni di seconda generazione, talora attivi nei movimenti antifascisti”.
Si tratta, ha aggiunto Bergamini, “della più grave strage, per numero di vittime, nella storia dell'emigrazione italiana. La memoria di questa vicenda tragica è stata a lungo dimenticata ed è rimasta patrimonio soltanto delle comunità locali. Negli ultimi anni è stata finalmente sottratta all'oblio, grazie soprattutto al lavoro tenace di ricostruzione storica del comitato pro vittime Arandora Star, con sede a Bardi, in provincia di Parma, il centro che registrò il più alto numero di vittime. Ricordo che nel 2020, nell'80° anniversario di questo evento, il Presidente della Repubblica, Mattarella, commemorò, con un suo messaggio, le vittime innocenti dell'Arandora Star, esprimendo sentimenti di vicinanza ai loro discendenti”.
Obiettivo della proposta di legge, quindi, è quello di “mantenere vivo il ricordo della perdita, in condizioni davvero inaudite, di questi nostri connazionali e vuole rappresentare, citando proprio le parole del Presidente della Repubblica, “un monito perenne contro le guerre e a favore dell'amicizia e della collaborazione tra i popoli””.
Il testo prevede l’istituzione della Giornata l'11 di ottobre di ogni anno, come detto. In questa occasione, come precisa il comma 2 dell’articolo 1, in tutti i luoghi pubblici e privati sarà osservato un minuto di silenzio, per onorare le vittime. Il comma 3 precisa che la Giornata nazionale non è considerata festiva, mentre l'articolo 2 prevede che, in occasione della Giornata nazionale, le province o gli enti territoriali di livello equivalente possano promuovere e organizzare manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri, momenti comuni di ricordo e di riflessione, volti a diffondere la conoscenza della strage e a conservare la memoria dei connazionali periti.
L'articolo 3 estende questa possibilità alle scuole, mentre l’articolo 4 prevede l’impegno della Rai nell’assicurare alla Giornata “adeguati spazi” nella programmazione televisiva. Da ultimo, il testo contiene la clausola di invarianza finanziaria, in base alla quale le amministrazioni competenti provvedono ai relativi adempimenti nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Concludendo, Bergamini ha auspicato una “rapida approvazione della proposta di legge”, testo che “raccoglie un consenso trasversale e costituisce un atto di doveroso riconoscimento per le vittime di questa tragedia, che per lungo tempo è sembrata essere destinata all'oblio, e per i loro familiari, per tutte le comunità locali interessate e per l'intera comunità nazionale”.
La sottosegretaria Ferro, nel suo intervento, ha confermato il sostegno del Governo sostenendo che “raccontare anche alle giovani generazioni quello che è avvenuto e quanti emigrati italiani hanno perso la vita sia anche un modo per costruire insieme una memoria non fine a sé stessa, ma una memoria come costruzione continua”.
La convergenza bipartisan sul testo è stata confermata dall’intervento di Mancini (Pd) – il cui nonno perse due fratelli nel naufragio – che ha evidenziato l’importanza di ricordare e far conoscere quanto accaduto a tutti gli italiani; ma anche da Loperfido (FdI): “questa proposta ha raccolto i consensi da tutte le parti politiche di maggioranza e di opposizione. Un segnale prezioso” perché dimostra che “quando si parla di memoria nazionale, di dignità delle vittime, di responsabilità verso le nuove generazioni, il Parlamento sa ritrovare un terreno comune”. (aise)