Asse Roma-NY contro il cibo contraffatto: intesa Fondazione UniVerde-Voce di NY sul Made in Italy

Foto: La Voce di New York

ROMA\ aise\ - La difesa dell’agroalimentare tricolore oltreoceano non è più solo una questione doganale, ma una battaglia culturale e di informazione. A Roma, i presidenti Alfonso Pecoraro Scanio (Fondazione UniVerde) e Giampaolo Pioli (VNY Media Corp. e direttore de "La Voce di New York") hanno siglato una collaborazione strategica per promuovere le autentiche eccellenze italiane negli Stati Uniti e contrastare l’indotto parassitario dell’Italian Sounding, una piaga economica che sottrae quote di mercato enormi ai produttori italiani.
L’accordo vuole creare un canale diretto con i consumatori statunitensi, i ristoratori e gli importatori. Attraverso campagne di sensibilizzazione, eventi e sinergie editoriali, l’iniziativa intende far conoscere il valore reale delle certificazioni DOP e IGP, offrendo al pubblico statunitense gli strumenti necessari per distinguere un prodotto d’eccellenza da una banale imitazione commerciale.
Il fenomeno delle imitazioni dei prodotti alimentari italiani nel mondo ha assunto infatti dimensioni enormi. In base a recenti stime dei consorzi di tutela e di Coldiretti, il falso Made in Italy agroalimentare nel mondo ha superato la cifra record di 140,4 miliardi di dollari. Oltre due terzi di questo mercato parallelo si concentrano proprio nel Nord America, dove confezioni con bandiere tricolori e nomi altisonanti celano in realtà formaggi, salumi e salse prodotti interamente in Wisconsin o in California.
Per ogni prodotto autentico che sbarca negli Stati Uniti, se ne vendono almeno due falsi. Questo enorme danno economico colpisce direttamente la bilancia commerciale italiana, ma danneggia anche l’immagine stessa dei territori d’origine. La partnership cerca di invertire questa tendenza partendo da una delle piazze più influenti, quella di New York, che detta le tendenze della ristorazione mondiale.
L’arma principale di questa alleanza è la promozione dei marchi di qualità riconosciuti dall’Unione Europea. Spiegare al consumatore medio americano cosa significhi il bollino rosso e giallo della DOP o quello blu della GP è la chiave per disinnescare l’inganno visivo dei falsi marchi.
Il progetto, spiega La Voce di NY, non si limiterà all’informazione teorica, ma prevede la mappatura e la valorizzazione di una rete virtuosa. Verrà dato spazio e visibilità a distributori, chef, negozianti e importatori che scelgono coscientemente di proporre materie prime tracciabili e di origine protetta. In questo modo si cerca di creare una mappa dell’autenticità agroalimentare, un punto di riferimento sicuro per chi, sulla costa Est degli Usa vuole assaporare l’esperienza enogastronomica reale e non una sua copia sbiadita.
La sinergia tra la Fondazione e lo storico quotidiano in lingua italiana di New York unisce le competenze di chi da anni si batte per la biodiversità con l’autorevolezza di una testata radicata nel tessuto sociale statunitense. Sull’importanza cruciale di questa alleanza, Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro dell’Agricoltura e storico promotore della campagna #NoFakeFood contro l’agropirateria, ha chiarito i termini della sfida: “Difendere il Made in Italy significa tutelare il lavoro dei nostri produttori, la biodiversità, i territori e la credibilità delle filiere italiane. In un mercato fondamentale come quello statunitense è essenziale rafforzare la conoscenza delle certificazioni di qualità e sostenere chi promuove prodotti realmente italiani, contrastando con decisione il fenomeno dell’Italian Sounding che continua a sottrarre valore alla nostra economia”. (aise)