L’84% degli italiani chiede una certificazione per tutelare il vero Made in Italy agroalimentare

MILANO\ aise\ - Oltre 8 italiani su 10 ritengono necessaria una certificazione che garantisca l’autenticità dei prodotti agroalimentari Made in Italy, anche quando serviti nei ristoranti all’estero. È quanto emerge dal nuovo rapporto dedicato al Made in Italy agroalimentare e alla tutela della cucina italiana, realizzato da Noto Sondaggi e Fondazione UniVerde in collaborazione con ITA0039 | 100% Italian Taste Certification by ASACERT, presentato in occasione di TuttoFood 2026, in corso a Milano.
L’indagine, condotta a marzo 2026 su un campione rappresentativo di 1.000 italiani, ha evidenziato come la certificazione dell’autenticità sia percepita come uno strumento sempre più centrale per difendere qualità, tracciabilità e identità delle produzioni italiane. L’84% degli intervistati, infatti, ha condiviso la necessità di una certificazione che garantisca l’autenticità dei prodotti agroalimentari italiani, anche nei ristoranti all’estero; per l’82% del campione sapere che i prodotti alimentari sono certificati “Made in Italy” rappresenta un elemento determinante, considerato un valore aggiunto dal 51% e un fattore fondamentale dal 31%; soltanto una quota residuale degli intervistati ha considerato la certificazione marginale o indifferente, confermando una crescente attenzione verso la tutela dell’autenticità alimentare.
“Il nuovo rapporto conferma con forza quanto i cittadini siano sempre più consapevoli del valore del Made in Italy e dell’importanza di strumenti concreti in grado di proteggerlo e valorizzarlo”, ha commentato Fabrizio Capaccioli, AD di ASACERT e ideatore del protocollo ITA0039. “L’84% degli italiani chiede garanzie sull’autenticità dei prodotti anche all’estero. È un segnale chiaro per tutta la filiera. La certificazione rappresenta oggi non solo una tutela, ma anche una leva strategica di competitività e trasparenza. In un mercato globale sempre più esposto a fenomeni di contraffazione e Italian sounding, garantire origine, qualità e tracciabilità delle eccellenze italiane significa difendere non soltanto il valore economico delle nostre produzioni, ma anche il patrimonio culturale, identitario e sociale che la cucina italiana rappresenta nel mondo”.
Il rapporto è stato presentato nel corso dell’evento “Il futuro della cucina italiana. Tra patrimonio culturale UNESCO, valorizzazione e certificazione”, organizzato presso lo stand Regione Campania.
Ad aprire il confronto sono stati l’Assessore all’Agricoltura della Regione Campania Mariacarmela Serluca e l’Assessore al Bilancio del Comune di Milano Emmanuel Conte, che hanno evidenziato il ruolo delle istituzioni nel sostenere le filiere agroalimentari e promuovere i territori. Nel dibattito sono intervenuti anche il giornalista e scrittore Luciano Pignataro e lo chef Enrico Derflingher, presidente di Euro-Toques Italia, sottolineando il valore della cucina italiana quale elemento di identità culturale e promozione internazionale del Paese.
“Difendere le eccellenze Made in Italy oggi significa tutelare una componente fondamentale della nostra identità culturale ed economica”, ha sottolineato Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde e promotore della rete EcoDigital. “La cucina italiana è un patrimonio che va protetto attraverso strumenti concreti capaci di sostenere imprese, territori e comunità locali, contrastando fenomeni come l’Italian sounding e promuovendo qualità, sostenibilità e innovazione”. (aise)