CASO ENRICA LEXIE: LA GIURISDIZIONE È ITALIANA

CASO ENRICA LEXIE: LA GIURISDIZIONE È ITALIANA

ROMA\ aise\ - La giurisdizione sul caso “Enrica Lexie” che 8 anni fa vide coinvolti i due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone spetta all'Italia. È quanto ha deciso il Tribunale costituito a L’Aja il 6 novembre 2015, presso la Corte Permanente di Arbitrato, per dirimere la controversia tra Italia e India sul caso dell’incidente occorso il 15 febbraio 2012 nell’Oceano Indiano alla nave battente bandiera italiana. Come riferisce oggi la Farnesina, il Tribunale ha infatti pubblicato il dispositivo della sentenza arbitrale.
I fucilieri di Marina Latorre e Girone hanno fatto ritorno in patria dall’India, rispettivamente, il 13 settembre 2014 e il 28 maggio 2016. Nel contempo, come ricorda la Farnesina, il Tribunale Arbitrale era chiamato a pronunciarsi sulla attribuzione della giurisdizione e non sul merito dei fatti occorsi il 15 febbraio 2012. Italia e India si erano di conseguenza impegnate a esercitare la giurisdizione una volta attribuita a una delle due Parti.
La sentenza arbitrale, nella sua parte dispositiva, stabilisce ora che i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone godono della immunità in relazione ai fatti accaduti durante l’incidente del 15 febbraio 2012 e all’India viene pertanto precluso l’esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti. “Il Tribunale arbitrale ha dunque accolto la tesi sempre sostenuta dall’Italia in tutte le sedi giudiziarie, indiane e internazionali”, sottolinea con soddisfazione la Farnesina, “e cioè che i due fucilieri di Marina erano funzionari dello Stato italiano, impegnati nell'esercizio delle loro funzioni, e pertanto immuni dalla giustizia straniera”.
Sempre secondo il Tribunale dell'Aja, l’Italia dovrà esercitare la propria giurisdizione e riavviare il procedimento penale sui fatti occorsi il 15 febbraio 2012, a suo tempo aperto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.
Inoltre l'Italia ha violato la libertà di navigazione sancita dagli articoli 87 e 90 della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare del 10 dicembre 1982 e dovrà pertanto compensare l’India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all’imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell’equipaggio del peschereccio indiano “Saint Anthony”. Al riguardo, il Tribunale ha invitato le due Parti a raggiungere un accordo attraverso contatti diretti.
“L’Italia è pronta ad adempiere a quanto stabilito dal Tribunale arbitrale, con spirito di collaborazione”, assicura la Farnesina, sottolineando che “la decisione del Tribunale arbitrale lascia impregiudicato l’accertamento relativo ai fatti e al diritto per quel che concerne il procedimento penale che dovrà svolgersi in Italia”.
Il Ministero degli Affari Esteri italiano ha infine espresso “apprezzamento per l’efficace lavoro svolto in questi anni da team legale a tutela dell’Italia nelle sedi giudiziarie indiane e internazionali”. (aise)


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