IN UN PAESE CIVILE NON SI MUORE SUL LAVORO

IN UN PAESE CIVILE NON SI MUORE SUL LAVORO

ROMA\ aise\ - “Vi è davvero un problema di educazione, di formazione, anche di verifica dei meccanismi e degli strumenti di lavoro e di vigilanza sul rispetto delle misure di sicurezza del lavoro. Perché un Paese con morti sul lavoro, con disabili da lavoro, è un Paese che non ha raggiunto un livello di civiltà adeguato”. È quanto affermato oggi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, in occasione della giornata internazionale delle persone con disabilità, ha partecipato, nella sede dell’Inail, all'evento organizzato da Istat, Comitato Italiano Paralimpico e Inail, con il patrocinio della Camera dei Deputati, per illustrare il Rapporto dell'Istituto nazionale di statistica.
In Italia, 3 milioni 100mila persone, pari al 5,3% della popolazione, ha gravi limitazioni nelle attività abituali. Di queste, 1,5 milioni ha più di 75 anni; in 600mila sono privi di una rete di aiuto; solo il 19,2% si dice soddisfatto della sua vita (la percentuale nel resto della popolazione è del 44,5%)
Dal rapporto emerge che il 61% è in cattive condizioni di salute; 1milione e 400mila anziani con disabilità non sono autonomi.
Nelle scuole (anno scolastico 17/18) l’Istat certifica 272mila alunni con disabilità, ma solo il 31,5% delle scuole non ha barriere fisiche; ancora meno – il 17,5% - non ha barriere senso-percettive.
Quanto al lavoro, il numero degli occupati con gravi limitazioni in Italia è al 31,3% (è del 57,8 tra le persone senza gravi limitazioni); di questi, il 65,4% si dice soddisfatto delle proprie mansioni (lo è il 75,9% di chi non ha disabilità). Soltanto il 9,3% va al cinema, o in teatro, ad un cocnerto o visita un museo, almeno una volta l’anno (contro il 30,8% delle persone senza limitazioni), mentre il 9,1% pratica sport (36,6% persone senza limitazioni).
Infine, il dato sul welfare e il disagio economico nelle famiglie con disabili: dal Rapporto emerge che esse ricevono 2.852 euro l’anno, pro capite, dai Comuni, per l’integrazione sociale. Il 28,7% si trova in uno stato che l’Istat chiama di “deprivazione materiale”, contro il 18% del dato nazionale.
Cifre, ha detto Mattarella, che “inducono tutti quanti qui a riflettere, e indurrà a riflettere coloro che leggeranno il Rapporto, perché dispone di dati scientificamente asseverati sui vari profili della condizione di disabilità. È molto importante anche per le Istituzioni per poter adeguare interventi e modulare meglio tutto quanto è necessario, come dal suo rapporto emerge con chiarezza”.
Visto che “dal rapporto e dalle parole del Professor Franzini emerge con chiarezza che il problema della disabilità non riguarda l’assistenza”, il “vero problema”, ha sottolineato il Presidente, è garantire “sostegno e interventi per consentire le opportunità e la realizzazione delle persone con disabilità”.
“Il nostro Paese ha nei nostri concittadini con disabilità un giacimento di energie, di risorse e di contributi di cui si priva perché non li mette adeguatamente in condizione di potersi esprimere e realizzare”, ha osservato. “Questo è quindi l’obiettivo di carattere sociale e politico che va sviluppato e realizzato. E lo Sport è indicativo di questo, non soltanto per i grandi successi di cui gli atleti sono portatori, ma per la ricaduta che ha sulle abitudini e l’impegno di bambini, ragazzi, giovani, adulti, con disabilità”.
“C’è un piccolo evento di questi giorni che sembra poco significativo ma è, al contrario, molto importante: è stata confezionata una Barbie con il volto di Bebe Vio”, ha ricordato Mattarella, secondo cui “questo dimostra che i successi sportivi hanno una ricaduta sulla vita sociale quotidiana. Questa bambola indurrà molti bambini e ragazzi a impegnarsi nello sport. Questo è importante perché per tutti i nostri concittadini - con disabilità o senza disabilità, o con disabilità non apparenti - impegnarsi nello sport è fondamentale per poter trovare la misura di se stessi ed essere così incoraggiati a spendere i propri talenti”.
Tra i dati del rapporto “particolarmente importanti”, il Presidente si è detto “colpito” da quello sulla lettura dei libri: “la parità di condizione di lettura di almeno quattro libri tra cittadini con disabilità e senza. Questo dimostra – ha concluso – quanto sia assolutamente importante consentire a questo giacimento di energie e di risorse di esprimersi adeguatamente, come agli altri è consentito con maggiore facilità”. (aise) 

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