AI e scoperte matematiche: per Billi (Lega) occorre valorizzare i talenti italiani all’estero

ROMA\ aise\ – “L’intelligenza artificiale continua a compiere progressi straordinari: non si limita più ad analizzare informazioni e risolvere problemi conosciuti, ma contribuisce anche alla scoperta di nuovi risultati matematici”. Così l’on. Simone Billi, deputato della Lega eletto in Europa, presidente dell’Intergruppo parlamentare sulla protezione dell’innovazione tecnologica e presidente del Comitato per gli italiani nel mondo.
“Il 6 ottobre”, ricorda Billi, “OpenAI ha annunciato importanti risultati ottenuti attraverso un modello sperimentale avanzato, pubblicando 10 sintesi dei processi di ragionamento e diverse dimostrazioni matematiche verificabili attraverso il sistema Lean. Questi sviluppi aprono nuove prospettive per la ricerca e l’industria, ma evidenziano anche il ritardo tecnologico dell’Europa rispetto a Stati Uniti e Cina. Non possiamo affrontare questa rivoluzione soltanto con nuove regole e vincoli burocratici: una legislazione europea eccessivamente restrittiva rischia di penalizzare imprese e ricercatori, frenando l’innovazione”.
“In questa sfida”, afferma il deputato della Lega, “i nostri ricercatori e professionisti italiani all’estero possono svolgere un ruolo fondamentale per ridurre il divario tecnologico dell’Italia con Stati Uniti e Cina, favorendo collaborazioni tra università e imprese, trasferimento tecnologico e nuovi investimenti. La loro esperienza internazionale può inoltre contribuire a migliorare la legislazione europea sull’intelligenza artificiale, evitando vincoli burocratici che frenano l’innovazione. Dobbiamo valorizzare queste competenze, anche senza necessariamente riportare i nostri talenti in Italia”.
“L’Europa è già in ritardo e rischia di non riuscire a colmare questo divario nel breve periodo”, osserva Billi. “Servono meno burocrazia, maggiori investimenti e una strategia industriale ambiziosa. Non possiamo limitarci a regolamentare le tecnologie sviluppate dagli altri”, conclude: “dobbiamo tornare a svilupparle anche noi”. (aise)