Doppie imposizioni fiscali Italia-San Marino: Onori (Az) interroga Giorgetti e Tajani

ROMA\ aise\ - “Avviare, quanto prima e per quanto di competenza, un tavolo tecnico bilaterale ad hoc che possa risolvere con mutuo accordo” tra Italia e San Marino “difficoltà o dubbi di interpretazione” nell’ambito della Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali. A chiederlo è Federica Onori, deputata di Azione eletta in Europa, in una interrogazione ai Ministri dell'economia e degli esteri, Giorgetti e Tajani.
“La legge n. 88 del 2013 di ratifica ed esecuzione della Convenzione tra Italia e San Marino per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito – ricorda Onori nella premessa – è entrata in vigore a luglio 2013, tuttavia permangono ormai da anni problematiche irrisolte in merito alla doppia imposizione fiscale, sollevate in particolar modo dalla categoria dei pensionati, ex lavoratori frontalieri; in base all'articolo 18, paragrafo 1, della recepita Convenzione, le pensioni e le altre remunerazioni analoghe pagate ad un residente di uno Stato contraente sono tassabili esclusivamente nel Paese di residenza del beneficiario, a condizione che il beneficiario di tali redditi sia assoggettato a imposizione nello Stato di cui è residente e conformemente alla legislazione di detto Stato. In caso contrario, detti redditi sono imponibili nello Stato dal quale provengono”.
“Al di là della normativa in vigore, permane una realtà di doppia tassazione che affligge da vicino alcune migliaia di pensionati ex frontalieri e le rispettive famiglie, come ad aprile 2024, evidenziato dalla delegazione del Comites San Marino in occasione dell'incontro con S.E. Colaceci, nuovo Ambasciatore d'Italia nella Repubblica di San Marino”, rileva Onori, che aggiunge: “il Comites San Marino ha sottolineato che “a parte le dichiarazioni di circostanza ancora non si vedono segnali reali di un'inversione di tendenza e nel frattempo metà della pensione se ne va in tasse”: c'è addirittura chi si vede trattenere il 21 per cento della pensione da San Marino e deve corrispondere all'Italia il 28 per cento, senza poter recuperare il credito di imposta”.
Il problema di fondo, spiega la parlamentare, “è l'interpretazione della stessa norma e in particolare del concetto di “pensioni di sicurezza sociale”. Nessuna convenzione bilaterale ne dà spiegazione, lasciando che venga interpretata da ciascuno Stato: per cui, a esempio, l'Agenzia delle Entrate di Rimini ritiene che per pensioni di sicurezza sociale debbano intendersi solo quelle erogate a soggetti privi di copertura previdenziale che versano in difficoltà economica e chiede pertanto che vengano corrisposte le imposte dovute”.
Onori, quindi, chiede ai due ministri “se ritengano opportuno avviare, quanto prima e per quanto di competenza, un tavolo tecnico bilaterale ad hoc che possa risolvere con mutuo accordo tra gli Stati difficoltà o dubbi di interpretazione in ordine all'ambito della citata Convenzione contro le doppie imposizioni, così come previsto ai sensi della circolare applicativa emanata dalla Segreteria di Stato per le finanze e il bilancio della Repubblica di San Marino il 7 febbraio 2014”. (aise)