Il Comites di Rosario e il referendum: Tripodi risponde a Porta (Pd)

ROMA\ aise\ - La Farnesina “assicura la massima attenzione al rispetto dei princìpi di neutralità, imparzialità e parità tra le opzioni referendarie”. Ad evidenziarlo è la sottosegretaria agli esteri Maria Tripodi nella risposta alla interrogazione con cui Fabio Porta, deputato Pd eletto in Sud America, stigmatizzava un “grave caso di presunta propaganda referendaria” da parte del Comites di Rosario che, in occasione del recente Referendum costituzionale, nell’informare i connazionali sulle modalità di voto aveva diffuso un’immagine di scheda con la X sul “SÌ”.
Ricordato che la consultazione del 22 e 23 marzo scorsi ha coinvolto “oltre 5 milioni di italiani all'estero” e “200 sedi diplomatico-consolari” e che “la nuova direzione generale per i servizi ai cittadini all'estero e le politiche migratorie, istituita con la recente riforma della Farnesina, ha lavorato senza sosta per assicurare la regolarità delle operazioni elettorali anche nei contesti più difficili”, Tripodi – citata la task force elettorale voluta da Tajani – riporta che “sin dalla prima segnalazione riguardo alla pubblicazione sui canali social del Comites di Rosario di un contenuto recante un'immagine esemplificativa di scheda referendaria, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale si è immediatamente attivato, operando in stretto coordinamento con il Consolato generale d'Italia a Rosario. Quest'ultimo ha provveduto a contattare immediatamente il locale Comites, richiamandolo formalmente sull'inopportunità del contenuto pubblicato e ordinandone la rimozione immediata”.
“A seguito di tale intervento, il materiale è stato prontamente rimosso da tutti i canali ufficiali”, aggiunge la sottosegretaria. “Il Consolato generale ha inoltre provveduto, nella medesima giornata, a richiamare il Presidente del Comites sulla gravità dell'accaduto”.
Precisato che “i Comites sono organismi rappresentativi delle collettività italiane all'estero e non costituiscono articolazioni dell'amministrazione statale” e che quindi “non sono soggetti a poteri disciplinari in senso proprio da parte della Farnesina”, Tripodi sottolinea che “resta tuttavia fermo il ruolo di indirizzo, vigilanza e raccordo esercitato dalla rete diplomatico-consolare, che si esplica anche attraverso richiami formali e attività di sensibilizzazione, come avvenuto nel caso di specie”.
La Farnesina “assicura la massima attenzione al rispetto dei princìpi di neutralità, imparzialità e parità tra le opzioni referendarie, in conformità a quanto previsto dall'articolo 97 della Costituzione, dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459, dal decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2003, n. 104, nonché dalla normativa in materia di comunicazione istituzionale in periodo elettorale. A tal fine, la rete diplomatico-consolare svolge costantemente, con il coordinamento degli Uffici centrali, un'attività di monitoraggio delle comunicazioni diffuse dai Comites. In tale ambito, sono state diramate indicazioni volte a richiamare l'esigenza di mantenere una netta distinzione tra attività istituzionale, che deve avere carattere esclusivamente informativo e neutrale, ed eventuali posizioni di natura politico-partitica riconducibili ai singoli componenti”.
Il Maeci, conclude Tripodi, “continuerà a monitorare costantemente e con la massima attenzione l'operato dei Comites e della rete consolare, valutando l'adozione di ogni eventuale ulteriore iniziativa utile a rafforzare la chiarezza delle indicazioni operative e a prevenire il verificarsi di episodi analoghi, al fine di garantire la regolarità e la trasparenza delle operazioni elettorali, nonché il pieno esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini italiani all'estero”. (aise)