Legge elettorale/ Giacobbe (Pd): dal Governo un grave colpo alla rappresentanza degli italiani nel mondo

ROMA\ aise\ - “Con l’approvazione della riforma elettorale, il Senato ha inferto un grave colpo alla rappresentanza degli italiani nel mondo. La maggioranza ha respinto ogni nostra proposta di modifica e ha scelto di ignorare le preoccupazioni espresse dalle comunità italiane, dai Comites e dal CGIE”. È quanto dichiara il senatore del Partito Democratico Francesco Giacobbe, eletto nella Circoscrizione Estero – ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, a commento del via libera alla legge elettorale votato questa mattina dal Senato, in seconda lettura.
Il testo interviene anche sul voto all’estero: particolarmente critica è la nuova disciplina prevista dall’articolo 6, che riduce a due le ripartizioni della Circoscrizione Estero per la Camera e istituisce un unico collegio mondiale per il Senato.
“Scompaiono le ripartizioni autonome dell’America settentrionale e centrale e dell’Africa, Asia, Oceania e Antartide. Il risultato concreto – accusa Giacobbe – è stato cancellare la rappresentanza parlamentare di queste immense aree del mondo, concentrandola nelle comunità numericamente più forti dell’Europa e dell’America meridionale”.
“Si pretende di creare un “senatore del mondo”, chiamato a rappresentare comunità distribuite in tutti i continenti, tra Paesi lontanissimi, fusi orari differenti e realtà sociali profondamente diverse”, continua il senatore. “Nessun parlamentare potrà conoscere, raggiungere e mantenere un rapporto diretto con tutte le comunità italiane dell’intero globo. In questo modo si spezza il legame tra eletti ed elettori, che costituisce il senso stesso della Circoscrizione Estero”.
Secondo Giacobbe, la legge Tremaglia aveva individuato un equilibrio tra rappresentanza proporzionale e rappresentanza territoriale attraverso quattro ripartizioni, tenendo conto delle distanze, della storia dell’emigrazione italiana e delle differenti condizioni di integrazione delle comunità.
“Avevamo proposto di sopprimere l’articolo 6 o, almeno, di rinviarne l’applicazione alla seconda legislatura successiva”, sottolinea Giacobbe riferendosi agli emendamenti delle opposizioni, tutti respinti dall’Aula. “Anche questa garanzia minima è stata respinta. La maggioranza ha preferito approvare regole delle quali intende beneficiare immediatamente”.
Il testo torna ora alla Camera e la nostra battaglia non è conclusa”, assicura il senatore. “Continueremo a contrastare l’articolo 6 in Parlamento e, se necessario, promuoveremo ogni iniziativa prevista dall’ordinamento affinché questa norma sia sottoposta al vaglio della Corte costituzionale. Gli italiani all’estero non sono cittadini di serie B e non possono essere privati del diritto a una rappresentanza autentica, territoriale e vicina alle loro comunità”. (aise)