Referendum giustizia/ Odoguardi (MAIE): dove la separazione delle carriere è realtà non servono slogan

NEW YORK\ aise\ - “In Nord e Centro America il ha ottenuto il 57,64% dei voti. Un dato netto, che racconta una verità semplice: dove si vive ogni giorno in sistemi in cui la separazione delle carriere è una realtà concreta, non servono slogan per capire da che parte stare”. Commenta così Vincenzo Odoguardi, vicepresidente del MAIE, l’esito del voto all’estero sul referendum sulla giustizia.
“All’estero i nostri connazionali hanno votato nel merito, senza farsi trascinare da campagne ideologiche o da paure costruite ad arte”, sostiene Odoguardi, per il quale “in Italia la sinistra ha scelto scientemente di trasformare un referendum tecnico e fondamentale in un referendum politico, piegandolo allo schema “pro o contro il governo Meloni” e agitando lo slogan “salviamo la Costituzione” come una clava propagandistica”. Secondo il vicepresidente del MAIE il risultato è che “si è votato sull’emotività, sull’appartenenza, sulla contrapposizione politica ed è un vero peccato, perché si è persa un’occasione storica per discutere seriamente di giustizia e per riformare un sistema giuridico che fa acqua da tutte le parti”.
“Ancora una volta”, continua Odoguardi, “gli italiani all’estero si dimostrano più lucidi e concreti, probabilmente perché meno esposti a una narrazione distorta portata avanti da una parte dell’informazione e del dibattito pubblico italiano. Il loro è stato un voto libero, consapevole, orientato al cambiamento reale, non alla propaganda”.
“Come MAIE”, sottolinea ancora Odoguardi, “abbiamo lavorato senza sosta, con una campagna capillare e diretta, parlando con i connazionali nei territori, spiegando i contenuti e non vendendo slogan; e i risultati ci danno ragione: dove si informa seriamente, i cittadini rispondono con maturità”.
“Archiviato il referendum resta una lezione chiara”, conclude Odoguardi: “quando il confronto viene avvelenato dalla propaganda, perde la democrazia”. Poi assicura: “noi continueremo a lavorare per riportare al centro i contenuti, la serietà e il rispetto dell’intelligenza degli italiani, in patria e nel mondo”. (aise)