Ricerca/ Giacobbe (Pd): dall’Australia un esempio straordinario di eccellenza italiana nel mondo

ROMA\ aise\ - Senatore Pd eletto all’estero, Francesco Giacobbe è intervenuto oggi nell’Aula di Palazzo Madama per richiamare l’attenzione sul contributo degli italiani nel mondo alla ricerca scientifica internazionale.
Nel corso del suo intervento, il senatore ha evidenziato il lavoro svolto presso il Queensland Brain Institute in Australia, uno dei principali centri di ricerca neuroscientifica a livello globale, dove operano anche ricercatori italiani di altissimo profilo.
“Intervengo oggi per portare all’attenzione di quest’Aula il lavoro straordinario che alcuni ricercatori italiani stanno svolgendo in Australia, presso il Queensland Brain Institute, uno dei centri più avanzati al mondo nel campo delle neuroscienze”, ha esordito Giacobbe.
Tra le eccellenze citate, il professor Massimo Hilliard e la dottoressa Matilde Balbi, impegnati nello studio dei meccanismi neurologici alla base di patologie complesse come ictus e demenza: “questa attività scientifica ha un valore che va ben oltre i confini nazionali. Non riguarda l’Italia, non riguarda l’Australia: riguarda l’umanità intera”.
Il senatore ha quindi sottolineato con orgoglio il ruolo dei ricercatori italiani nei contesti internazionali: “è motivo di orgoglio vedere come i nostri connazionali siano protagonisti in contesti di eccellenza internazionale, capaci di guidare gruppi di ricerca e contribuire in modo determinante alla produzione di conoscenza”.
Allo stesso tempo, Giacobbe ha richiamato l’attenzione sul fenomeno della fuga dei cervelli: “troppo spesso questi cervelli brillanti sono costretti a lasciare l’Italia. Partono perché altrove trovano opportunità, finanziamenti e riconoscimento del merito che il nostro sistema non sempre riesce a garantire”.
Gli italiani nel mondo, ha evidenziato, “rappresentano una risorsa straordinaria. Sono una rete globale di competenze ed esperienze che rafforza il ruolo dell’Italia nel mondo. Ignorarli o sottovalutarli è un errore. Dobbiamo costruire un ponte tra chi è partito e il nostro Paese, creando le condizioni affinché questi talenti possano collaborare con l’Italia, tornare se lo desiderano o – ha concluso – contribuire allo sviluppo del nostro sistema”. (aise)