Inps: le pensioni pagate all’estero sono 340mila

ROMA\ aise\ - L’Inps paga all’estero 340mila pensioni, mentre sono 675mila quelle in regime internazionale pagate sia all'estero che in Italia. Queste le precisazioni dell’Istituto nazionale di previdenza sociale dopo gli articoli pubblicati alla stampa italiana sulle pensioni all’estero.
Articoli, denuncia l’Inps, in cui sono state riportate “in modo non corretto” alcune informazioni presenti in una relazione esposta dall’Istituto nel corso dell’audizione in Commissione Finanze nell’ambito dell’esame del ddl Matera “Incentivi fiscali per il rientro in Italia dei pensionati”.
Travisando le cifre riportate nella relazione, spiega l’Inps, è stata diffusa la notizia secondo cui, nel 2025, l’INPS avrebbe corrisposto 675mila pensioni all’estero.
Questo numero, invece, “rappresenta il numero totale delle pensioni in regime internazionale pagate sia all'estero che in Italia. Le pensioni in regime internazionale – ricorda l’Inps – sono pensioni definite totalizzando, cioè sommando gratuitamente, i periodi assicurativi maturati in Italia con quelli maturati in Stati dell’Unione europea/SEE/Svizzera o nel Regno Unito o in Stati extracomunitari che hanno stipulato con l’Italia Accordi o Convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, che prevedono la totalizzazione internazionale dei periodi assicurativi. Le pensioni in regime nazionale, invece, sono definite sulla base di soli contributi versati in Italia”.
Il totale dei pensionati, sia in regime internazionale che in regime nazionale, che hanno ricevuto pagamenti all’estero nel 2025 è pari a circa 340mila, un dato, chiarisce l’Istituto, che tiene conto anche dei pagamenti una tantum o per periodi inferiori all'intero anno.
Con una circolare pubblicata il 3 marzo scorso, inoltre, l’Inps fornisce le informazioni che riguardano i dipendenti, sia del settore pubblico che privato, impegnati all'estero in progetti di cooperazione internazionale attraverso ONG, enti del terzo settore e altri soggetti senza scopo di lucro riconosciuti dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).
Per i periodi pregressi con versamenti errati, - sintetizza l’Istituto – è prevista una procedura di regolarizzazione con soli interessi legali, a condizione che i flussi correttivi vengano inviati entro 60 giorni dalla pubblicazione della circolare e i versamenti effettuati nei 30 giorni successivi. (aise)